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Lo scudo salva-spread ha già un nome, la Bce rassicura i mercati

In Mercati
8 Luglio 2022
Difficile che il nuovo strumento di protezione sia pronto per il 21

Lo scudo salva spread

Per ora c’è almeno il nome, per quanto provvisorio: Trasmission protection mechanism. È il nuovo strumento della Bce per contrastare gli effetti delle politiche monetarie sui paesi più deboli dell’aera euro, il cosiddetto «scudo» anti-frammentazione promesso da Christine Lagarde il mese scorso dopo l’impennata dello spread italiano seguita agli annunci della Banca centrale.

Sui contenuti dello strumento c’è molta più vaghezza: il dibattito all’interno del governing council è ancora in corso, ci sono varie questioni da risolvere, spiega Bloomberg. E non è certo che il nuovo «tool» della Bce possa essere pronto per la riunione del prossimo 21 luglio, quando verrà ufficializzato il rialzo dei tassi dello 0,25% già annunciato il mese scorso.

La reazione dei mercati

Proprio la pubblicazione dei verbali della riunione del 9 giugno scorso ha contribuito a dare un certo ottimismo ai mercati europei, ieri in deciso rialzo, con Milano che ha chiuso la seduta in progresso di oltre il 3%.
Merito anche della stabilizzazione del prezzo del petrolio e delle misure indicate dalla Fed per il contenimento dell’inflazione in Usa. Sta di fatto che il dibattito all’ interno della Banca centrale sembra tracciare uno scenario meno fosco sulle prospettive dell’economia e, soprattutto, una maggiore determinazione nell’affrontare i rischi inflazionistici e recessivi.

Il concetto di «gradualità» sul rialzo dei tassi di interesse è stato uno degli aspetti più dibattuti, secondo i verbali, con una parte dei partecipanti che sostenuto come sia «necessario evitare che la gradualità venga vista come preclusiva di rialzi dei tassi superiori a 25 punti base», riportano ancora i verbali. Alcuni banchieri centrali hanno osservato che assicurare la stabilità dei prezzi sul medio termine, sulla base di rischi e prospettive di inflazione, può richiedere misure più energiche nella fase iniziale dell’aggiustamento, per proteggere la stabilità. E che in questo senso il principio di gradualità va interpretato come la necessità appunto di agire «guardando avanti», in modo da dover evitare azioni più energiche in futuro.

Sul versante opposto «è stato messo in rilievo che abbandonare la nozione di gradualità avrebbe potuto essere visto come un segnale della Bce di procedere in maniera brutale, cosa che avrebbe potuto minare la prevedibilità» dell’istituzione stessa «e innescare movimenti dei mercati disordinati».

Il rialzo dei tassi

Alla fine a giugno si è deciso di annunciare un rialzo di 0,25 punti percentuali dei tassi per la riunione di luglio e un ulteriore aumento a settembre, che potrà essere di portata più ampia. I favorevoli a questa strategia hanno rilevato che il rialzo di luglio sarà innanzitutto «il primo da 11 anni, un passo che quindi va preparato e spiegato attentamente. Secondo – proseguono i verbali – che l’avvio del ciclo di rialzo dei tassi deve essere ordinato, evitando di indurre volatilità indesiderata. Terzo, non si possono escludere sorprese economiche negative sul breve termine e quindi prudente on partire in modo più risoluto».