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ModaPrimo piano Mar 17 gennaio 2023

Lvmh vola a 400 miliardi di capitalizzazione grazie alla riapertura della Cina

Il colosso del lusso francese Lvmh vola a 400 miliardi di capitalizzazione grazie alla riapertura della Cina

Lvmh vola a 400 miliardi di capitalizzazione

La riapertura della Cina regala un record a Lvmh. Il big della moda francese fondato da Bernard Arnault oggi ha toccato i 400 miliardi di euro di capitalizzazione con il titolo che alla Borsa di Parigi ha raggiunto un picco a 795,7 euro per poi ritracciare leggermente. Come altre aziende del lusso fortemente esposte alla Cina, il gruppo Lvmh ha beneficiato in questo inizio d’anno della rapida riapertura della seconda maggiore economia mondiale. Un trend che proseguirà secondo quanto scrive BofA- Bank of America nel primo report sui luxury goods prodotto quest’anno. «Prevediamo una crescita dei ricavi globali del settore lusso del 9% nel 2023, di cui la Cina rappresenterà più della metà. Una stima in linea con la storia ventennale del settore e con la crescita media degli quattro anni».

La domanda per il lusso resiste

Nonostante uno scenario macro più ribassista nei mercati sviluppati, osservano gli analisti della banca d’investimento, i dati attuali indicano ancora una certa resistenza della domanda di lusso. «Gli utili difensivi smentiranno l’ultima tesi ribassista rimasta sul settore, ovvero la percezione di ciclicità, e diventeranno un catalizzatore chiave per un re-rating del 30%», hanno dichiarato. «Il margine ebit del comparto dovrebbe salire di 80 punti base oltre il 27% nel 2023. Prevediamo una crescita degli utili per azione del 14% nell’anno e siamo del 7% al di sopra del consensus».

Positiva la ripresa del turismo

«In Cina, l’85% dei negozi di prodotti high end si trova in città Tier 1, mentre il 53% dei clienti vive in città Tier 2 o di livello inferiore. Il miglioramento della mobilità interna costituirà un significativo vento di coda», hanno specificato gli analisti. «Prezzo, mix e turismo sono tutti fattori favorevoli, con il turismo dell’Ue che aggiungerà 2 punti percentuali alla crescita globale, che deve ancora includere il ritorno dei viaggiatori cinesi. I volumi verso i clienti locali degli Stati Uniti e dell’Ue saranno probabilmente in calo e prevediamo un -12% di volumi verso i clienti dei mercati sviluppati a causa delle fasce di reddito più basse e dei nuovi clienti. L’1% della clientela di alto livello prenderà quota».

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