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Il “tesoro” di Matteo Salvini e della Lega in un labirinto di conti e numeri

In Da non perdere, Politica
20 Luglio 2022

Il bilancio della Lega

Se qualcuno volesse fare la caccia al tesoro di Matteo Salvini e della Lega, è meglio che si metta l’animo in pace e si prepari a un bel labirinto. Perché la Lega è uno, nessuno e centomila. Ce ne sono due nazionali e decine regionali. Per capire lo stato di salute finanziario bisogna addentrarsi su una pila di documenti da fare paura. Ma ci proviamo, partendo proprio fra i due partiti che esistono in contemporanea e che per gli elettori magari sembrano la stessa cosa. Ma non lo sono.

Il primo è la sigla storicamente più nota, quella della Lega Nord Padania. L’altro è la Lega per Salvini premier. Hanno lo stesso amministratore, Giulio Centemero, e questo particolare favorisce un po’ di confusione. Ma il primo ha ancora Umberto Bossi alla guida come presidente federale, mentre il segretario è un commissario, Igor Iezzi. Il secondo è ovviamente a guida Salvini. Entrambe le sigle partecipano alla suddivisione del 2 per mille Irpef. Solo che la realtà finanziaria è diametralmente opposta: la sigla guidata da Bossi è un po’ la bad bank della Lega, la scatola politica in cui sono infilati tutti i guai finanziari. La Lega di Salvini invece può ridere come pochi altri movimenti politici. La Lega Nord perde ancora nel 2021 qualche soldo: l’anno si è chiuso in rosso per 305 mila euro.

Patrimonio netto negativo

Ma è il peso del passato quello a farsi sentire: il patrimonio netto è negativo per 12 milioni di euro, il risultato peggiore nel panorama della politica italiana dopo quello di Forza Italia, che però può contare sul soccorso certo e garantito di Silvio Berlusconi. I debiti ammontano a 18 milioni di euro, e le entrate scarseggiano. I contributi da persone fisiche ammontano a 765.757 euro, quelli dal 2 per mille Irpef superano appena i 485 mila euro, quasi il 50% meno di quello che raccolgono partiti minori come Italia viva e Azione. C’è ancora un po’ di personale, ma le spese sono state ridotte molto rispetto agli anni passati: 375 mila euro. Il vecchio partito controlla ancora la famosa Pontidafin, da cui però non arrivano buone notizie: la perdita di bilancio è stata superiore al milione di euro. La Lega Nord ha una decina di organizzazioni regionali (o quasi: ce ne è una in Romagna e una in Emilia), e anche da lì però si contano quasi ovunque le perdite. Solo la Liga Veneta non perde, ma il piccolo avanzo di amministrazione non serve a tappare le numerose falle: ammonta ad appena 16.418,19 euro.

Conti in avanzo

Tutt’altra musica viene dalla nuova Lega per Salvini premier. Il risultato annuo è il migliore registrato da un partito politico nel 2021: un avanzo di amministrazione (è l’utile dei partiti) di 1.427.306,22 euro. Il patrimonio netto è positivo per poco meno di 4 milioni di euro. I debiti sono ridotti allo stretto necessario: 584 mila euro, nemmeno un centesimo con il sistema bancario. Sul conto corrente del partito risultavano a fine anno disponibilità liquide per 4.251.031,86 euro. Le entrate sono consistenti. Rispettabili quelle dal 2 per mille che ammontano a 1,8 milioni di euro (in calo rispetto ai 2,3 milioni di euro dell’anno precedente), ma inferiori nettamente sia a quelle entrate nel bilancio di Fratelli di Italia (2,7 milioni di euro) e a grande distanza da quelle ottenute dal Partito democratico che con i suoi 6,9 milioni di euro resta la forza politica preferita dai contribuenti italiani.

Alti per Salvini gli incassi dei contributi dalle persone fisiche, che ammontano a poco meno di 6 milioni di euro e vengono quasi solo dall’autotassazione degli eletti che versano al partito un po’ della loro indennità parlamentare. Lo stesso leader ha versato 36 mila euro. Assai più ridotti i contributi delle persone giuridiche (le società), che in un anno hanno fatto affluire in cassa 60 mila euro tondi. Anche qui c’è una Lega per Salvini in ogni Regione e ciascuna ha il suo bilancio annuale. Il migliore risultato viene dal Veneto, dove si registra un utile di 466.769 euro. Poi c’è la Lombardia con un utile di 198.350,93 euro. Le cose vanno male invece in Lazio (perdita di 74 mila euro), in Piemonte (perdita di 67 mila euro), in Calabria (perdita di 23 mila euro) e in Abruzzo (perdita di 16 mila euro).

La sorpresa però viene dai buoni conti della Sicilia (utile di 43 mila euro), della Puglia (utile di 21 mila euro) e della Sardegna (utile di 13 mila euro). Due volti opposti dunque fra le due leghe. Ma se le si mette insieme occorrerebbero molti anni a Salvini per compensare i buchi del passato (senza contare le rateizzazioni dovute alle vicende giudiziarie). Perché i due patrimoni sommati danno ancora un profondo rosso di 8 milioni di euro, e i 18 milioni di debiti non vengono certamente compensati dai 4,2 milioni di euro in contanti su cui può contare il nuovo partito.