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Per Draghi il caffè diventa amarissimo, rincarano le cialde Nespresso

In Da non perdere, Politica
25 Luglio 2022

Il caffè amaro di Draghi

La crisi energetica e l’effetto che ha sull’inflazione si fa sentire anche a Palazzo Chigi, dove la settimana scorsa ne ha avuto la prima prova pure il presidente del Consiglio, Mario Draghi. L’occasione è stata banale: al premier, ai ministri senza portafoglio e ai loro principali collaboratori stava scarseggiando la riserva di cialde di caffè Nespresso da offrire anche ai visitatori grazie alle macchinette piazzate nei loro uffici. Ma hanno scoperto che prezzi di listino e sconti possibili sono cambiati radicalmente, verso l’alto.

I caffè al giorno

Vista la penuria, e non immaginando la fine dell’avventura dell’esecutivo e il prossimo trasloco, il segretariato generale della presidenza del Consiglio dei ministri ha bussato alla porta del fornitore abituale di capsule Nespresso, la Wefor srl, che ha la distribuzione esclusiva di tutti i prodotti Nespresso (cialde, zucchero, palette e bicchierini) e che è regolarmente accreditata al Mepa, il mercato degli acquisti della pubblica amministrazione. La richiesta di Palazzo Chigi è stata trasmessa il 13 giugno scorso alla Wefor ipotizzando una fornitura valida 12 mesi e pari a 60.600 cialde di caffè, che sono poi quelle consumate nell’ultimo anno. Un numero piuttosto alto, perché significano 166 caffè al giorno solo per la prima linea degli staff di premier, sottosegretari e ministri senza portafoglio: tutti gli altri dipendenti si riforniscono ai distributori automatici di caffè disseminati negli spazi comuni della presidenza del Consiglio. Ora si capisce perché il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori erano così nervosi nelle ultime settimane, come mostrato plasticamente nel giorno decisivo della crisi: avevano troppa caffeina in corpo.

Attesa dell’espresso

La nuova fornitura sta arrivando, ma «in considerazione dell’aumento di molti beni per l’attuale congiuntura economica che non permette al fornitore di confermare i precedenti prezzi», non può essere confermato il precedente prezzo di listino praticato a Giuseppe Conte e al suo staff e che avrebbe consentito di spendere 24.846 euro più Iva al prezzo unitario a cialda di 0,41 euro. Ora dalle determine firmate a Palazzo Chigi non è chiarissimo quale sarà il nuovo prezzo a cialda. Siccome però è stata confermata la cifra complessiva come tetto di spesa, è evidente che per quello stesso importo il numero di cialde fornite diminuirà, lasciando un po’ meno nervosismo da caffeina al governo che verrà dopo. Sul listino ufficiale della Wefor il nuovo prezzo indicato è di 0,60 euro a cialda, ma è probabile che l’azienda un po’ di sconto abbia concesso a un cliente così importante e prestigioso. In ogni caso avere chiuso quelle fornitura su un arco di tempo abbastanza lungo come i prossimi 12 mesi fa capire come nella sede principale del governo italiano ci sia poca speranza di un riassorbimento nel 2023 degli attuali picchi di inflazione. È sempre dai piccoli particolari che si comprendono meglio le reali previsioni economiche…

Nuove sedute

Ai prossimi inquilini Draghi lascerà anche un’altra eredità, grazie a un contratto firmato il 7 luglio con la Corridi srl e pubblicato sul sito Internet della presidenza del Consiglio dei ministri sabato 23 luglio: 200 nuove sedute da ufficio acquistate per 44.154 euro al prezzo unitario di 220 euro. Ai successori la scelta: o si sostituiscono, rottamandole, le attuali a disposizione, oppure ci saranno poltroncine già pronte per aumentare sensibilmente gli staff del nuovo governo…