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Stop al reddito grillino, pensioni su e taglio del cuneo: la manovra Meloni nel dettaglio

In Approfondimenti, Politica
22 Novembre 2022

La manovra Meloni

Stop al reddito di cittadinanza, taglio del cuneo fiscale per i redditi più bassi, allargamento delle maglie della flat tax e aumento delle pensioni più basse. La mattina successiva l’approvazione della legge di Bilancio da 35 miliardi di euro, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata tra gli altri dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha presentato punto per punto le misure chiave della finanziaria. Una manovra che la Meloni ha definito «politica».

«Sono molto soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto in questa manovra, scritta in un solo mese e che fa delle scelte politiche precise. E sono contenta del fatto che l’approccio nella stesura della norma è la stessa che si applicherebbe in un bilancio familiare quando mancano i soldi: abbiamo scelto cosa sia giusto fare e non in base al consenso politico. È una manovra coraggiosa e coerente: scommettiamo sul futuro», ha detto il premier. Non ci sono «bonus o micro-questioni che riguardano questo o quel ministro per interessi. Abbiamo preso impegni importanti in questa manovra e in campagna elettorale e abbiamo un orizzonte di legislatura per portarli a termine».

Meloni ha scelto di ricordare Roberto Maroni, scomparso questa mattina a 67 anni: «Una delle persone più capaci che ho incontrato nella mia vita, ha dato tanto a questa nazione». I funerali, come spiegato da Salvini, saranno venerdì mattina a Varese.

Vediamo tutte le misure chiave della manovra Meloni.

Caro energia

La gran parte delle risorse, 21 miliardi, sono andati a contrastare il caro energia. Le risorse, come ricordato da Giorgetti, ricavate con lo scostamento da bilancio come promesso all’Unione europea. Due sono le misure chiave: aumento del credito d’imposta per le aziende che passa dal 40 al 45% per le aziende energivore e dal 30 al 35% per quelle non energivore. L’altro intervento riguarda le bollette: si allarga la platea delle famiglie per cui lo Stato si impegna a calmierare le bollette. La soglia Isee per accedervi passa da 12 a 15 mila euro.

Lavoro

«Tre tasse piatte», così le ha definite il presidente Meloni. Alle partite Iva che hanno registrato un aumento di fatturato  rispetto al triennio precedente «applichiamo una tassa piatta per il 15% sul maggiore utile conseguito con una soglia massima di 40 mila euro». In questo modo, ha spiegato la Meloni, «non favoriamo i ricchi ma il ceto medio». Viene previsto un allargamento della tassa piatta al 15% per gli autonomi, con un limite per accedervi che passa da 65 mila a 85 mila euro. E per i lavoratori viene ridotta dal 10 al 5% la tassazione sui premi di produttività fino a 3 mila euro.

Previsto anche un altro taglio del cuneo fiscale. «Aggiungiamo l’1% del taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 20 mila euro, oltre al 2% già previsto per i redditi fino a 35 mila euro». Al netto delle misure dell’energia questa è la misura più costosa della legge di bilancio: vale circa 4 miliardi di euro.

C’è anche un avvio del principio più assumi e meno paghi caposaldo di Fratelli d’Italia in campagna elettorale. Per chi assume giovani, donne o percettori di reddito di cittadinanza è prevista una decontribuzione. Serve «per aumentare l’occupazione o per stabilizzare il lavoro precario», ha sottolineato la Meloni. Rinviata anche l’entrata in vigore di plastic tax e sugar tax.

Famiglia

L’altro grande capitolo della manovra, ci ha tenuto a sottolineare Meloni è quello relativo alla famiglia e alla natalità. Nel complesso le misure previste valgono quasi 1,5 miliardi di euro. L’assegno unico viene aumentato del 50% a tutti per il primo anno di vita del bambino. Viene aumentato del 50% per tre anni per le famiglie numerose, con tre figli o più. Resa strutturale anche la maggiorazione per la disabilità.

L’Iva su tutti i prodotti per la prima infanzia e per i dispositivi igienici femminili viene ridotta al 5%. Sono confermate le misure per i mutui per la prima casa delle giovani coppie. Viene aumentato di un mese (facoltativo) e retribuito all’80% il congedo parentale della madre utilizzabile fino ai 6 anni di vita del bambino.

Pensioni

Prorogata Ape sociale e opzione Donna. Nasce la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 41 anni di contributi per evitare lo scalone previsto con l’entrate in vigore della legge Fornero. Ma chi decide di entrare in questa finestra non potrà prendere oltre cinque volte la pensione minima fino al maturamento dei contributi per andare in pensione.

Previsto un aumento delle pensioni minime: per queste la rivalutazione legata all’inflazione sarà del 120% e non del 100%. Per tutte le pensioni che non vanno oltre oltre 2.000 euro la rivalutazione sarà del 100%. Oltre questa soglia la rivalutazione sarà effettuata con una percentuale con una percentuale inferiore, fino a quelle pensioni che superano i 5.000 euro che verranno rivalutate solo del 35%.

Rinnovato anche il bonus Maroni in manovra. Chi sceglierà di non aderire a questa finestra per andare in pensione avrà una decontribuzione del 10%.

Contro l’inflazione

Stanziamento di 500 milioni di euro contro il caro carrello. «Abbiamo scelto di non azzerare l’Iva su pane, pasta e latte perché non potendo distinguere chi acquistava quei beni avremmo ridotto i costi anche per chi ne aveva meno bisogno. Sceglieremo alcuni alimenti con un decreto e, tramite i comuni, sceglieremo di ridurre il prezzo di alcuni beni solo per gli incapienti», ha sottolineato Meloni. «Faremo anche un appello ai produttori chiedendogli di calmierare a loro volta questi prezzi e racconteremo all’Italia quali aziende in questo momento di difficoltà hanno deciso di dare una mano», ha continuato il premier.

Reddito di cittadinanza

«Abbiamo sempre detto che la misura era sbagliata perché metteva sullo stesso piano chi può lavorare e chi non può lavorare. Decidiamo di continuare a tutelare chi non può lavorare», ha spiegato la Meloni. Per chi può farlo, invece, il reddito grillino verrà abolito alla fine del 2023 e l’anno prossimo lo potrà ricevere solo per 8 mesi. Prevista la decadenza anche dopo il rifiuto della prima offerta di lavoro. Inoltre è stato aggiunto l’obbligo di presenza sul territorio nazionale di chi percepisce il reddito.

Tregua fiscale

«Vogliamo impostare un rapporto diverso tra Stato e contribuente. Lo Stato non sarà più punitivo ma comprensivo nei confronti di chi è in difficoltà. Non ci sarà – ha sottolineato il presidente del Consiglio – nessun condono, solo operazioni di buon senso per lo Stato, oltre che vantaggioso». Cancellate le cartelle sotto i mille euro e più vecchie di sette anni, la riscossione è più costosa che vantaggiosa. Le altre cartelle esattoriali dovranno pagare l’intero importo dovuto con una possibile rateizzazione e con incremento unico del 3%.

Contante

Nella manovra Meloni confermato l’alzamento del tetto del contante a 5 mila euro. Una cifra che, ha ricordato la Meloni, è inferiore alla media europea.