383 visite 3 minuti 0 commenti

Strappo del centrodestra, Draghi se ne va. Tensione in Senato. Salvini chiama Mattarella

In Politica, Primo piano
20 Luglio 2022

La crisi di governo Draghi

Non ha gradito il centrodestra l’attacco di Mario Draghi nel suo discorso al Senato. Il premier dimissionario aveva usato parole affilate per richiamare la maggioranza all’ordine. Un prendere o lasciare che non poteva non avere conseguenze. 

Lo strappo del centrodestra

“Come ha correttamente sottolineato il presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento, la decisione del Movimento cinque stelle ha rotto il ‘patto di fiducia’ che era alla base del governo di unità nazionale, che pure ha affrontato – con successo ed ha avviato con il nostro leale contributo – gravi emergenze e avviato un lavoro prezioso sul Pnrr. Il centrodestra di governo è disponibile a un ‘nuovo patto’ di governo e continuerà a dare il suo contributo per risolvere i problemi dell’Italia soltanto con un nuovo governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il M5s e profondamente rinnovato”, esplica il ragionamento il centrodestra unito.

“Siamo i più seri e responsabili di tutti”, ribadisce Maurizio Gasparri (Fi) intervenendo in Aula in discussione generale sulle comunicazioni di Draghi. “Lei – aggiunge Gasparri rivolgendosi a Draghi – ha parlato di nuovo patto di fiducia, qualcuno si è chiamato fuori, questo vuol dire discontinuità con il governo in cui ci sono ministri che non votano la fiducia a se stessi”, riferendosi ai ministri M5s. 

Prendendo la parola poi il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, dichiara: “Noi ci siamo se si tratta di fare una nuova maggioranza senza M5S, e se serve ricostituire un nuovo governo”. Ma per la Lega occorre discontinuità. Draghi ha ascoltato l’intervento di Romeo con braccia incrociate. Poi dopo aver parlato con il ministro Lorenzo Guerini è uscito dall’Aula.

Una crisi che pare arrivata ad un momento di frattura insanabile. A questo punto il premier si trova nella posizione scomoda di dover scegliere la strada da prendere, con le dimissioni sempre pronte sul tavolo del presidente Sergio Mattarella. Al momento, però, c’è stato alcun contatto fra Draghi e il Quirinale. A chiamare il Capo dello Stato è stato, invece, Matteo Salvini prima di rientrare in Senato per l’atteso voto di fiducia.

/ Articoli pubblicati: 40

Giornalista, esperto di nuovi media e digitale. Responsabile dell'edizione online del quotidiano