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Sui migranti Crosetto mette con le spalle al muro la Francia

In Politica
15 Novembre 2022

Il ministro Crosetto sui migranti

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in partenza per Bruxelles, dove incontrerà i suoi colleghi, “compreso quello francese”. Prima però ha spiegato alla “Stampa” che “il presidente Mattarella, con la telefonata a Macron, ha fatto, con la serietà che ne contraddistingue il mandato, il mestiere di capo dello Stato che interloquisce con un capo dello Stato”.

E non siamo isolati: “Ma perché dovremmo essere isolati se chiediamo una linea europea? Non vogliamo imporre niente se non un dialogo e un’analisi seri e definitivi. E chiunque si opponga, anche Ungheria e Polonia, sbaglia”. “Noi sosteniamo – aggiunge – che sono i francesi a non rispettare gli accordi. Facciamo un tavolo per capire chi ha ragione e chi ha torto”. Secondo il ministro “quello che è successo con la Francia ha anche motivazioni di politica interna francese. Per il resto non c’è alcun problema ma dialettica. Magari dura, ma sempre dialettica”.

L’Italia “non ha cercato l’incidente, ha solo detto: basta fare finta di nulla. Ognuno può giudicare il modo, giusto o sbagliato, ma Meloni ha detto: il problema va affrontato tutti insieme. Nessuno ha risposto e allora si è trovato la maniera per farsi ascoltare da tutti. Il presidente del Consiglio aveva un obiettivo: risolvere una questione non italiana, ma europea. E mi pare che sia un risultato al quale dovrebbe tenere intanto tutto il Parlamento italiano e poi anche gli Stati europei”.

Lasciare una nave a largo è uno strano modo per risolvere la questione: “La Francia crede che sia strano. Per noi è una maniera con cui finalmente la questione è stata posta a tutta Europa. E ha fatto aprire il dibattito sul tema. Ora si stanno esprimendo tutti chiedendo una soluzione? Anche il Vaticano. È stato ricentralizzato un tema marginalizzato. E mentre era dimenticato noi abbiamo accolto oltre 40 mila persone e la Francia ha avuto soltanto 38 ricollocamenti”.

“Questo – argomenta Crosetto – non è un tema che finisce domani. Oggi discutiamo di cinquecento persone, fra qualche anno saranno 50 o 60 mila al giorno, lo dice l’evoluzione demografica dell’Africa e non ci sono le condizioni per sfamare tutte quelle persone. E quindi il fenomeno è destinato a deflagrare. Quindi, o si costruisce un percorso per quel tema e si può fare solo come Europa o non se ne esce”.

Risolvere la fame in Africa è un vasto programma: “Certo, ma bisogna occuparsene. E chiedersi perché l’Africa sia stata sfruttata e le ricchezze portate via. E magari chiedere anche chi è stato a farlo”. Il ministro osserva infine che “servono percorsi organizzati, un governo dei flussi, che rispetti le persone in fuga e le tratti come esseri umani dall’inizio alla fine del loro percorso. Il che comprende anche un’integrazione dignitosa. Alcuni Paesi che danno patenti a tutti non sono buoni esempi in materia di integrazione”, ha concluso Crosetto.

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