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Nel decreto Aiuti bis Draghi punta a dare una mancia ai pensionati e a ridurre il cuneo

In Politica, Primo piano
26 Luglio 2022

Il decreto Aiuti bis

Con l’inflazione in continua crescita e che non smette di erodere il reddito degli italiani, sono necessarie nuove misure per contenerne l’impatto. Così nel governo si pensa di mettere mano al decreto Aiuti bis. Per prima cosa si sta valutando di inserire una proroga ai tagli delle accise sui carburanti di 30 centesimi. Lo sconto su benzina e gasolio, infatti, scadrà il 21 agosto e potrebbe essere allungato fino al 30 settembre. Ma il premier Mario Draghi sta lavorando anche ad altre misure che proporrà ai partiti di maggioranza, coinvolgendo anche le parti sociali.

La vice ministra dell’Economia Laura Castelli, ha rilanciato ieri un’idea che era allo studio e cioè l’azzeramento dell’Iva sul pane e sulla pasta e il dimezzamento dell’imposta (dal 10 al 5%) su carne e pesce. «È un piano concreto e eventualmente alternativo o aggiuntivo ai 200 euro – ha spiegato a Radio 24 -. Si stanno valutando i costi di entrambe le misure e soprattutto quali siano le più impattanti sulla vita degli italiani, interverremo in questo senso nel decreto di luglio». La vice ministra ha riferito che dal riassestamento del decreto emergono maggiori disponibilità. «Stiamo contando perché l’aumento dei tassi di interesse erode un po’ queste risorse, ma non è una misura in deficit come tutti i decreti che abbiamo fatto quest’anno», ha spiegato Castelli, precisando che 12-13 miliardi sono una «cifra possibile, molto vicina alla realtà».

La discussione sull’Iva

Da Palazzo Chigi, però, fanno sapere che non ci sono spazi per toccare l’Iva, ma solo per reiterare le misure già presenti nel Decreto Aiuti precedente, cioè sconti sulle accise carburanti, sconti alle bollette energetiche e nuovo bonus di 200 euro. La misura, lo ricordiamo, riguarda pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, co.co.co., lavoratori domestici e stagionali, disoccupati e beneficiari del Reddito di cittadinanza con un reddito annuo fino a 35mila euro. È vero che l’inflazione non era mai così alta dal 1986, a giugno ha toccato l’8% su base annua, ma il premier, esaminando alcune novità emerse sulla dinamica dei prezzi, ha rilevato che dopo l’accordo sul grano tra Russia e Ucraina il costo del frumento è diminuito e che anche nel settore turistico cominciano a scendere i prezzi, complici in questo caso le miriadi di disdette a causa delle continue agitazioni nel trasporto aereo, con migliaia di voli annullati in tutta Europa. Forse sarà solo una pausa per respirare, ma consente a Draghi di mettere in campo un paio di idee per alleggerire la pressione sui redditi medio bassi, tenuto conto che prima di novembre difficilmente si potrà insediare il nuovo governo che nascerà dopo le elezioni.

La misura sulle pensioni

La prima misura dovrebbe riguardare le pensioni medio-basse, anticipandone già al mese di ottobre l’indicizzazione. La seconda, invece, riguarderebbe il cuneo fiscale, con un anticipo dei tagli tanto invocati da imprese e sindacati oltre che da tutti i partiti. Sul piatto ci sarebbero circa 3-4 miliardi di euro per l’ultimo trimestre di quest’anno. Non saranno misure rivoluzionarie ma l’obiettivo è creare in tempi brevi un cuscinetto per i redditi medio-bassi. Draghi, dal canto suo, continua a difendere il proprio percorso, consapevole che il presidente Sergio Mattarella gli ha conferito un mandato più ampio dei semplici affari correnti e questo comprende anche la lotta all’inflazione. Sono io che propongo ai partiti, continua a ripetere, perché non è possibile prendere in considerazione le loro richieste, che ora sono tutte in funzione della campagna elettorale.

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Riccardo Pelliccetti, triestino, è stato caporedattore e inviato speciale per 20 anni de Il Giornale, dopo aver lavorato per diversi quotidiani, periodici e riviste web, occupandosi di politica estera e difesa. Ma è tornato alla sua passione: l’economia. Ha pubblicato i libri “La via dell’esodo” (1997), “I nostri marò” (2013) e “Le verità negate” (2020).