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A capo di EuroRoma 2024 Mario pensa a mettere un grillino

In In evidenza, Politica
13 Luglio 2022

Le nomine per EuroRoma 24

Nella corsa finale sono restati solo in due. Il primo si chiama Paolo Carito, un curriculum da paura da dirigente e manager sportivo, ma privo di santi in Paradiso. Il secondo è Daniele Frongia, già assessore allo Sport nella giunta di Virginia Raggi a Roma, da cui si dimise qualche mese prima delle elezioni per diventare vice capo di gabinetto del ministro delle politiche giovanili Fabiana Dadone. Esperienza manageriale scarsa o nulla, ma non mancano i Santi lassù, nel paradiso a Cinque stelle. Così è proprio Frongia il favoritissimo per la nomina a direttore generale della Fondazione EuroRoma 24 che dovrà organizzare gli europei di atletica del 2024 a Roma. Sulla base dell’invito pubblico a mostrare interesse per quel posto lanciato dalla stessa fondazione, l’ex assessore della Raggi, già consigliere comunale per i 5 stelle nella consigliatura precedente, non avrebbe i requisiti necessari.

Sia per la mancanza di esperienza manageriale nell’organizzazione di eventi sportivi, sia per il possibile conflitto di interesse. Qualche dubbio in proposito viene leggendo il punto “h)” sulle incompatibilità previste dall’invito, visto che escluderebbe «componenti di organi di indirizzo politico ovvero organi di vigilanza dei partecipanti della Fondazione». EuroRoma 2024 è stata infatti fondata da Coni, Fidal e Sport & Salute, ma è partecipata anche dalla presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento per lo Sport, dalla Regione Lazio e dal comune di Roma. E nella commissione di valutazione che deve selezionare le candidature a direttore generale della fondazione due membri sui quattro previsti vengono indicati dalla presidenza del Consiglio dei ministri, sotto cui è inquadrato Frongia da vice capo di gabinetto di un ministero senza portafoglio.

Gli europei di atletica saranno uno dei grandi eventi di Roma dei prossimi anni, e avranno in dotazione un discreto gruzzolo da spendere per la organizzazione (fra 20 e 25 milioni di euro). Potere nominare a quell’incarico un esponente pentastellato di lunga storia farebbe comodo in questo momento al premier Mario Draghi, che è nel suo massimo momento di difficoltà con Giuseppe Conte e il M5s. Non dovrebbe manco forzare troppo la mano perché la scelta sarebbe di competenza anche del dipartimento per lo Sport della presidenza del Consiglio, guidato da Valentina Vezzali che ha particolare stima di Frongia tanto da esserne sua principale sponsor.

L’incarico da direttore generale della fondazione è regolato dal punto di vista economico dal contratto base di Federmanager Confservizi cui aggiungere un MBO da concordare che verrà corrisposto entro il 31 dicembre 2024. L’incarico ovviamente è a tempo determinato, ma per Frongia non sarebbe un problema visto che potrebbe godere di aspettativa e poi rientrare al termine nei ranghi della presidenza del Consiglio dei ministri. La sua corsa è lanciatissima, più di quella di Marcel Jacob sui 100 metri. Ma rischia che con un po’ di vento contro e una situazione politica non favorevole la corsa venga fermata prima della conclusione.