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Forza Italia è in crisi nera, ha un buco da 92 milioni

In In evidenza, Politica
14 Luglio 2022

Il bilancio di Forza Italia

Il rosso nel bilancio di Forza Italia non è stato dei peggiori della storia e anzi quel disavanzo di 340.490 mila euro nell’esercizio 2021, reso pubblico ieri, può addirittura essere annoverato come un successo dal commissario ai conti del partito, Alfredo Messina. Che però alle spalle ha una montagna di problemi passati: con questa perdita il disavanzo storico del partito ammonta a 100.898.395 euro, cifra che schianterebbe qualsiasi forza politica. Non quella che ha ancora alla sua guida uno degli uomini più ricchi di Italia, Silvio Berlusconi.

Con lui però il partito ha un debito di 92,23 milioni di euro, visto che il Cavaliere aveva dato a suo tempo fidejussioni personali alle banche finanziatrici di Forza Italia che poi queste hanno escusso. Con le banche c’è anche un altro debito di 5,3 milioni di euro che, in realtà, è relativo alla sola linea di credito ancora esistente concessa da un istituto.

Il bilancio di Forza Italia

Mentre facendo attività politica e avendo davanti a sé nuove campagne elettorali le uscite sono abbondanti e certe, sul versante delle entrate è difficile immaginare il miracolo – perché solo questo potrebbe farcela- in grado di riequilibrare la situazione finanziaria. Gli azzurri raccolgono davvero pochino dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani che devolvono ai partiti il loro 2 per mille Irpef: in tutto 563.518 euro nel 2021, con una contrazione di 12 mila euro rispetto all’anno precedente. È meno di quel che raccolgono forze politiche minori, e Messina ha provato a dare la sveglia ai dirigenti di partito per fare propaganda in tempo utile per quella raccolta.

Ma sono soprattutto gli eletti a dare delusione a chi deve tenere i conti un pizzico più in ordine. «A compromettere il risultato economico dell’anno – spiega Messina – e ad aggravare la situazione finanziaria del nostro movimento ha concorso l’insufficiente flusso della generalità delle contribuzioni e delle quote associative rispetto a quanto atteso (…). La discontinuità dei versamenti provenienti dai parlamentari e dai consiglieri regionali del nostro movimento rappresenta la causa primaria del disavanzo di esercizio. Inoltre si segnalano nel corso dell’esercizio in esame, fuoriuscite di deputati e senatori dal nostro movimento con conseguenti dimissioni dai rispettivi gruppi parlamentari».

Le spese dei parlamentari

Sulla carta parlamentari e consiglieri regionali hanno firmato l’impegno di versare al partito mille euro al mese, mentre a tutti gli altri eletti negli enti locali è richiesto un contributo minimo di 10 euro, ma più della metà si dimentica di farlo. La matematica offre un quadro più che chiaro: i parlamentari azzurri sono oggi 133 (82 deputati e 51 senatori), se versassero i mille euro al mese previsti al partito arriverebbero in un anno 1.596.000 euro. Nel 2021, quando la rappresentanza media era pure più alta, ne sono arrivati invece 603.486, e Messina ha dovuto pure fare buon viso a cattivo gioco, perché nel 2020 ne erano arrivati solo 384.912 euro.

Forza Italia taglia le spese

A quel punto si sono dovute tagliare le spese: sono stati risolti contratti di fornitura, assumendo l’anno scorso tre tecnici informatici di una società cliente che così assicurano lo stesso servizio a un costo decisamente minore. Risparmiato anche qualche interesse da dare a Berlusconi sul debito esistente, grazie al fatto che il tasso legale di legge era sceso dal primo gennaio 2021 dallo 0,05% allo 0,01% annuo: per Forza Italia 37.810 euro in meno da pagare al proprio presidente. L’allarme però c’è sul 2022, perché il tasso legale è salito all’1,25%, quindi a Berlusconi bisogna corrispondere di interessi 1.121.332 euro più dell’anno precedente, ed è una botta vera per Forza Italia.

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