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Il Pil dell’Italia a +4,6%: «Ecco cosa ha fatto il governo Draghi»

In In evidenza, Politica
29 Luglio 2022

Il Pil dell’Italia

“Il governo Draghi ha lavorato bene, addirittura benissimo! Lo dicono i numeri dell’Istat sulla crescita. Ha lavorato così bene, che tra i Paesi del G7 nel 2022 l’Italia sarà quello che crescerà più di tutti. Anzi, mentre gli altri partner vedono le loro stime di crescita per l’anno in corso corrette al ribasso e nel momento in cui gli Stati Uniti entrano in recessione tecnica, noi dovremmo aspettarci ulteriori correzioni al rialzo”. 

Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, commentando così i dati Istat. Nel secondo trimestre dell’anno l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del +1 per cento rispetto al trimestre precedente e del +4,6 per cento rispetto al secondo trimestre del 2021, con una crescita acquisita per il 2022 pari al +3,4 per cento. Un dato che può mettere tranquilli, perché se anche nel terzo e quarto trimestre dell’anno la crescita dovesse essere pari a zero, il tasso annuale si attesterebbe, appunto, al +3,4 per cento. “Un risultato a dir poco strabiliante, che sovverte del tutto qualsiasi previsione degli analisti e decreta che l’Italia non è più quella della retorica della crescita a ‘zero virgola’, l’ultima ruota del carro, il grande malato d’Europa”, afferma Brunetta.

Secondo Brunetta sono “già da archiviare, quindi, le ultime previsioni della Commissione europea e quelle del Fondo Monetario Internazionale, che recentemente hanno corretto al rialzo le stime di crescita per l’Italia per il 2022 portandole rispettivamente al +2,9 per cento e al +3 per cento. Con il dato sulla crescita del secondo trimestre dovranno aggiornarle un’altra volta, ancora un’altra volta, al rialzo. Perché, avanti di questo passo, è ragionevole aspettarsi un tasso di crescita annuo per il 2022 più vicino al 4 per cento”.

“L’eredità che lascerà il governo Draghi – sottolinea il ministro – sarà quella di un Paese che, per la prima volta, non ha un’economia al traino di quella degli altri, ma fa da locomotiva. L’ottima performance dell’economia porterà in dote, tra le altre cose, anche un netto miglioramento dei saldi di finanza pubblica, una riduzione del deficit e un miglioramento del rapporto debito-Pil. Tutto questo continuando a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie italiane e la competitività delle nostre imprese, una politica dei redditi che ha già portato il Governo a erogare 33 miliardi di euro più ulteriori 14,3 miliardi di euro del prossimo decreto Aiuti. Tutto questo senza creare un euro di deficit in più. A dimostrazione del fatto che una crescita solida e duratura e una gestione della finanza pubblica virtuosa e sostenibile non sono obiettivi incompatibili”, conclude.

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