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L’ennesimo scherzetto di Draghi, dall’Irpef dei Comuni stangata per milioni di italiani

In Politica
8 Giugno 2022

La discussione sulla delega del Fisco

Sembrava che con lo stop alla revisione del catasto ottenuto in parlamento dal centrodestra il pericolo di una stangata fiscale agli italiani fosse stato messo alla porta. Non è così: rientra a piedi uniti dalla finestra grazie all’articolo 7 della legge delega che trasforma le addizionali Irpef comunali e regionali in una “sovraimposta” sull’Irpef stessa. La norma è sfuggita ai più e per la sua vaghezza sembrava inoffensiva: l’intento sarebbe quello della semplificazione. Dipenderà da Comuni e Regioni che sceglieranno di applicare l’aumento o meno della pressione fiscale sui contribuenti.

«Però è già sicuro sulla carta: perché la vecchia addizionale andrà pagata nella nuova formula da tutti quelli – lavoratori o pensionati – che versano l’Irpef. E sono molti di più rispetto a quelli che oggi pagano le addizionali: c’è una differenza fra le due platee di circa 5 milioni di contribuenti. Chi ha fatto la riforma si è infatti scordato due particolari. Il primo è banale: molti comuni non chiedono ai cittadini che lì risiedono l’addizionale Irpef. Sono poco meno del 20% del totale: nessuno lì pagava un centesimo, con la riforma fiscale invece dovranno farlo tutti. Il secondo particolare amplia a dismisura quella platea di contribuenti a cui la riforma andrà di traverso: in moltissimi comuni le delibere sulla addizionale Irpef oggi escludono una platea di contribuenti esonerata più o meno largamente a seconda del loro reddito.

Ognuno ha una no tax area diversa dall’altro, ma chi ne beneficia oggi non avrà più questo diritto, essendo ricompreso nella platea di chi dovrà pagare la sovraimposta locale sull’Irpef. Esempi? A Torino la nuova imposta colpirà 160 mila contribuenti che ne erano esentati fino a 11.790 euro di reddito. A Milano l’esenzione è superiore e i malcapitati saranno più di 300 mila. Più o meno come a Roma, che ha una esenzione più bassa (12 mila euro). A Napoli le vittime della delega fiscale che Draghi dovrà esercitare saranno 170 mila. A Firenze 150 mila (l’esenzione oggi era a 25 mila euro). A Bologna 95 mila, a Genova 120 mila, a Bari 80 mila, a Trieste 45 mila cifra identica a quella degli sfortunati contribuenti di Catania, e superiore a quelli di Cagliari cui la riforma andrà di traverso (29 mila). L’elenco può continuare all’infinito. Ma possibile che ogni volta che la politica mette mano al fisco i cittadini debbano toccare ferro? Vadano a quel paese i diktat della Ue: quella delega ha bisogno ancora di tempo e modifiche. E quella sull’Irpef locale è solo la prima…

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Direttore Responsabile Verità&Affari

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