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Il magna magna dei voli di Stato, per ogni tratta spesi 390 euro di catering

In Politica
3 Giugno 2022
Per il 2021 fattura di 110 mila euro più Iva. Di Maio e Guerini i recordman dell’aria.

I conti salati dei voli di Stato

A Palazzo Chigi è appena arrivato il conto della Sima Ristorazione srl: 110 mila euro più Iva. È la fattura per il «catering aeronautico» 2021: la somma di tutto quello che hanno speso per togliersi la fame e la sete anche solo sgranocchiando qualcosa a bordo dei voli di Stato che durante tutto l’anno scorso li hanno trasportati nelle loro missioni istituzionali o di sicurezza. Un conto abbastanza salato, perché contati uno ad uno i voli di Stato dal primo gennaio al 31 dicembre 2021 sono stati in tutto 282 e quindi la spesa media alimentare a bordo è stata di 390 euro più Iva a volo. Certo, i ministri non saranno stati soli nella missione e avranno avuto con sé qualche collaboratore mangiante o sbocconcellante, ma con le strette che negli anni ci sono state per fermare l’abuso di passaggi su voli di Stato il novero degli ammessi a bordo è assai contenuto e la prudenza degli stessi titolari di cariche di governo è massima per evitare di finire davanti al tribunale dei ministri come è capitato a non pochi in passato. E anche per capire i morsi della fame bisogna dire che c’è volo e volo: un conto è la tratta intercontinentale che sicuramente un pasto a bordo comporta, ma molto diverso è un volo nazionale o europeo a corto raggio che spesso avviene per motivi di lavoro di primo mattino e che quindi al massimo può comprendere cornetto e cappuccino, caffè e qualche bibita per chi è a bordo.

Le destinazioni dei voli di Stato

Tuffiamoci allora in mezzo a quelle tavole imbandite: i 282 voli di Stato hanno avuto 87 diverse destinazioni. Di queste 27 in Italia, quindi da caffè e cornetto, e 60 all’estero. Ma anche in questo caso la maggior parte delle tratte è stata a corto o medio raggio. In Italia la meta più gettonata è stata Palermo (5 voli), seguita da Catania, Venezia e Trieste (4 voli per ogni destinazione) e Pisa (3 voli). Non contiamo ovviamente Milano e Roma che sono la base di partenza di tutte le tratte a seconda delle esigenze dei vari ministri. Quanto le mete al di fuori dei confini, ben poche sono esotiche o lontane: in testa c’è Bruxelles (20 voli), seguita da Lussemburgo (11 voli), da Lubiana (9 voli) e poi con 5 voli a testa Parigi, Londra e Lisbona. Nell’intercontinentale la meta più frequentata è stata Washington (4 voli).

Come si può ben comprendere, quei 390 euro più Iva di cibo e bevande non possono essere stati spesi nella maggiore parte delle tratte dove si faceva colazione o al massimo uno spuntino. Quindi nelle tratte serie, dove si pranzava o si cenava al ritorno, il costo deve essere stato ben superiore a quello, anche il doppio o il triplo per fare funzionare la media. Sono top secret le portate messe in tavola per i raffinati palati ministeriali, ma è presumibile che non si tratti di una pasta precotta e riscaldata né di qualche polpetta o fettina di carne per togliersi la più grossa. A quei prezzi si tratta di piatti elaborati e raffinati, da super catering se non proprio da ristorante stellato. E anche il calice che li accompagna deve essere di primo ordine.

Chi ha usato i voli di Stato

Veniamo ora alla lista dei beneficiari. Questa sembra la più coerente possibile: i clienti più assidui sono infatti il ministro degli Affari Esteri Luigi di Maio (77 voli), seguito da quello della Difesa Lorenzo Guerini (58 voli) ed entrambi hanno missioni ed esigenze di sicurezza che rendono difficile muoversi con mezzi comuni. Dopo di loro con 30 voli a testa ci sono due donne: la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e quella della Giustizia Marta Cartabia. Alle loro spalle il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (17 voli), quello dell’Economia Daniele Franco (12 voli) a pari tratte con la ministra per il Sud Mara Carfagna. A quota otto voli a testa ci sono il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il sottosegretario agli Affari Europei della presidenza del Consiglio, Vincenzo Amendola. Sei viaggi a testa infine per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini e per quello dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.