PAC, gli agricoltori bocciano la proposta Ue
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ImpresePrimo piano Ven 23 febbraio 2024

PAC, gli agricoltori bocciano la proposta dell'Unione

Per gli agricoltori, gli interventi nella Pac sono misure inadeguate e tempi incerti. Lo scontro fra mondo agricolo e continua PAC, gli agricoltori bocciano la proposta dell'Unione
Redazione Verità&Affari
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Il primo pacchetto di misure proposte dalla Commissione europea per semplificare la burocrazia e gli impegni ambientali della nuova politica agricole comune (PAC) riducendo gli oneri per gli agricoltori della Ue, non soddisfa le associazioni di categoria.

Il documento, che sarà discusso con gli Stati membri in occasione del Consiglio “Agricoltura e pesca” (Agrifish) in programma lunedì 26 febbraio a Bruxelles, elenca una serie di azioni a breve e medio termine che possono essere intraprese per ottenere una semplificazione. “Con questa serie di azioni, stiamo mantenendo l’impegno preso con i nostri agricoltori, ha sottolineato la presidente della Commissione ursula von der Leyen. Ma da Confagricoltura a Coldiretti la bocciatura è netta.

Stop burocrazia

“Gli agricoltori hanno chiesto una drastica semplificazione degli adempimenti burocratici imposti dalla PAC. La risposta della Commissione europea è assolutamente inadeguata. Alcune iniziative vengono addirittura rinviate al prossimo autunno. Abbiamo invece bisogno di decisioni immediate ed efficaci” ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

“Gli orientamenti della Commissione non consentono di risolvere i problemi posti dagli agricoltori, con particolare riferimento alla cosiddetta ‘condizionalità rafforzata’. Prendiamo atto della disponibilità a rivedere gli obblighi fissati dalla PAC in materia di rotazione obbligatoria delle colture e destinazione a finalità non produttiva dei terreni. Intanto, però, in assenza di una deroga totale per il 2024, vanno quantomeno sospese le sanzioni. A riguardo, dovrebbe essere ampliata al massimo la possibilità di riconoscere, a livello nazionale, la condizione di forza maggiore. Vanno poi semplificate e velocizzate le procedure per la modifica dei Piani strategici nazionali” ha aggiunto.

Giansanti ha, inoltre, definito “inaccettabile” la proposta, avanzata dalla Ue, di esentare dai controlli sul rispetto della condizionalità le aziende con una superficie fino a 10 ettari. “Se una regola è sbagliata e introduce adempimenti troppo onerosi, – sottolinea il presidente di Confagricoltura – va eliminata per tutti. Senza discriminazioni in funzione della superfice aziendale. Sulle proposte per migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore, – ha concluso – ci pronunceremo quando saranno effettivamente licenziate”.

Le strategia dell’Unione non sono chiare

“Nelle proposte avanzate dalla Commissione – spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini commentando il pacchetto semplificazione per l’agricoltura che la Commissione UE ha inviato alla presidenza belga dell’UE – abbiamo letto alcune semplificazioni da noi proposte, ma manca completezza e certezza dei dettagli.

Si sono, finalmente, accorti di alcuni aspetti su cui intervenire, come ad esempio la condizionalità ambientale e la razionalizzazione dei controlli. Sono positive anche le ipotesi di intervento per i piccoli agricoltori. Però – precisa Prandini – al momento sono solo dichiarazioni: i tempi delle aziende non combaciano con i tempi della burocrazia europea. Noi vogliamo risposte concrete e interventi immediati. Non è più tempo di annunci, serve cambiare le regole che penalizzano l’agricoltura. La posizione di Coldiretti non cambia: lunedì saremo di nuovo a Bruxelles a manifestare in piazza insieme a migliaia di agricoltori per avere tempi e strumenti certi per cambiare le politiche europee che minacciano la sopravvivenza del settore”.

Gli agricoltori chiedono all’Unione di fare di più

Per il presidente Cia -Agricoltori Italiani sono stati fatti i “primi passi in avanti in direzione della revisione della Pac con le deroghe sui controlli e le sanzioni, ma c’è ancora molto da fare per ridurre gli oneri amministrativi degli agricoltori e lavorare per un’equa remunerazione nella catena alimentare”. Cia fa sapere di aver presentato una piattaforma con le priorità al commissario Wojciechowski, in vista dell’Agrifish del 26 febbraio.

Sul fronte della revisione della Pac – secondo Cia – “è essenziale avviare una riflessione sugli eco-schemi che, a un anno dalla loro attuazione, hanno ridotto anche fino al 50% i valori degli importi unitari attesi; come anche ripensare al valore dei premi accoppiati e una maggiore flessibilità sulle regole della condizionalità ambientale. Per la messa a riposo dei terreni occorre uno stralcio definitivo dell’obbligo di lasciare incolto il 4% destinato a seminativi, come anche allargare gli incentivi per gli under 40 oltre i primi 5 anni di attività per favorire il ricambio generazionale e rafforzare gli strumenti di gestione del rischio per ampliare la base delle aziende agricole assicurate”.

La PAC, per Cia, “deve smaltre il carico burocratico che la contraddistingue, favorendo la digitalizzazion”e. In merito all’equa remunerazione all’interno della catena agroalimentare, per il Fini, “è urgente creare un osservatorio europeo su prezzi e marginalità che condivida dati di mercato e a rendere più efficace la direttiva sulle pratiche commerciali sleali”. Sul tema delle relazioni con i Paesi extra-Ue, Cia chiede, infine, “garanzia di reciprocità negli standard di produzione”, ritenendo l’accordo che si sta prefigurando con il Mercosur “dannoso per tutto il sistema rurale europeo”.

Le misure proposte dalla Commissione europea 

Nel non paper inviato ai governi nazionali, Bruxelles propone di ridurre fino al 50%, la burocrazia e i controlli a carico degli agricoltori, prevedendo anche diverse deroghe agli obblighi di condizionalità per ottenere i fondi della Pac. “L’insieme degli standard di base (in gergo tecnico Bcaa, buone condizioni agricole e ambientali) che tutti gli agricoltori devono rispettare” per ricevere i finanziamenti “si è rivelato difficile da implementare”, sottolinea l’esecutivo Ue.

Per questo, oltre al nuovo stop già approvato per tutto il 2024 all’obbligo di mettere a maggese il 4% dei terreni, l’esecutivo Ue propone di modificare entro metà marzo la norma Bcaa1, che impone l’obbligo di mantenere le superfici di prati permanenti nell’Ue stabile dall’anno di riferimento 2018. La misura, – spiega l’esecutivo Ue – dovrebbe “garantire che gli agricoltori non siano penalizzati nel loro lavoro, contribuendo a ridurre gli oneri poiché meno aree dovrebbero essere riconvertite in prati permanenti”.

I chiarimenti

Bruxelles propone inoltre di chiarire l’uso del concetto di “forza maggiore” e “circostanze eccezionali” per consentire agli agricoltori che non possono soddisfare tutti i requisiti della Pac a causa di eventi eccezionali e imprevedibili al di fuori del loro controllo – come in caso di grave siccità o inondazioni – di non vedersi imporre sanzioni.

La Commissione lancerà poi a marzo una consultazione online rivolta direttamente agli agricoltori per “identificare le principali fonti di preoccupazione e a comprendere le fonti degli oneri amministrativi e della complessità derivanti dalle norme della Pac” e da altri regolamenti relativi “all’alimentazione e l’agricoltura e la loro applicazione a livello nazionale”. Il sondaggio, evidenzia Bruxelles, “fornirà già entro l’estate un quadro più chiaro dei principali ostacoli” e i “risultati saranno inclusi in un’analisi più dettagliata che sarà pubblicata nell’autunno 2024”.

 

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