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Aria di crisi sull’Europa, adesso serve un portafoglio versatile

In Risparmio
26 Luglio 2022

Gli investimenti da fare con la crisi

Visto che le banche centrali negli Stati Uniti, in Europa, nel Regno Unito e in Cina hanno scelto strade diverse per controllare l’inflazione, la probabilità, le tempistiche e l’entità di una recessione saranno differenti in ciascuna di queste regioni. Dagli indicatori economici principali (Lei – Leading Economic Indicators) emerge che lo slancio economico sta svanendo in fretta; storicamente, quattro mesi consecutivi di flessioni per i suddetti indicatori rappresentano il preludio a una recessione.

Le previsioni sull’Europa

I rischi di recessione appaiono maggiori in Europa rispetto a Stati Uniti e Cina. La guerra tra Russia e Ucraina ha aggravato la crisi energetica, favorendo l’aumento dell’inflazione a livello mondiale. L’incertezza del conflitto e il calo della crescita del reddito reale stanno evidentemente causando ripercussioni per i consumatori in tutto il mondo. In Europa, data l’elevata dipendenza dalla Russia per l’approvvigionamento energetico, i rischi di recessione sono più alti. Dal momento che il conflitto non accenna a finire, prevediamo che l’aumento dei prezzi dell’energia eroderà il potere d’acquisto dei consumatori europei, con un ulteriore razionamento dei siti di produzione ad alta intensità energetica.

Le probabilità che in Europa si registri una recessione nei prossimi sei mesi sono salite al 50%. Sono previsti due trimestri consecutivi di crescita negativa a partire dalla seconda metà del 2022. La Bce accelererà presumibilmente il ritmo della stretta dei tassi, portando il tasso Refi all’1% prima della fine dell’anno. L’incombente recessione nell’Eurozona, unitamente ai dubbi sulla sostenibilità del debito, dovrebbe dissuadere la Bce dallo spingersi al di là della normalizzazione iniziale, mantenendo i tassi invariati nel 2023.

La Fed sui tassi

Negli Stati Uniti le attuali dinamiche economiche sembrano coerenti con la prospettiva di una recessione: mentre le buste paga di giugno sono arrivate a +372 mila, superando le aspettative, l’inflazione statunitense è salita al 9,1%, con progressi generalizzati in quello stesso mese. I dati sull’inflazione indurranno i funzionari della Fed a mantenere una politica aggressiva per tenere la domanda sotto controllo, a dispetto della disoccupazione che rimane bassa (3,6%). Storicamente, quando l’inflazione trimestrale media supera il 5%, la probabilità di una recessione nei due anni successivi è maggiore del 60%, e quando il tasso di disoccupazione scende al di sotto del 4%, la probabilità di una recessione nei due anni successivi sfiora il 70%.

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Aneeka Gupta

Director, Macroeconomic Research, WisdomTree

Pierre Debru

Head of Quantitative Research & Multi Asset Solutions, WisdomTree

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