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A fuoco a Roma la bancarella dei libri dei vip

In Spiffero
11 Luglio 2022

La bancarella del professore a Roma

È un colpo al cuore per tutti gli amanti dei libri: quello che non è stato distrutto dal fuoco è andato perso utilizzando l’acqua per spegnere l’incendio. La carta, si sa, è delicata. Finisce in cenere o in poltiglia. Tutto è avvenuto nella primissima mattinata di sabato. Quella che era un’istituzione a Roma, un luogo in cui fermarsi per curiosare, annusare l’odore dei libri e di pagine anche vecchie di decenni, è andato in fumo nel giro di pochi istanti, consumato da un incendio appiccato per distruggere. Quella che era la “bancarella del professore”, a piazzale Flaminio, uno storico banco di compravendita di libri usati di piazzale Flaminio, istituzione per moltissimi lettori, bibliofili e collezionisti, non c’è più. Poco prima dell’alba qualcuno ha dato fuoco alla struttura.

Tante le storie legate a questo spazio che nobilitava una piazza che sembra sempre uno spartitraffico più che un luogo da vivere: c’era il banchiere romano che mandava un suo fidatissimo dipendente a cercare qualche rarità, tra quella che ogni giorno arrivavano al banco. Il politico che la sera arrivava per vedere se tra i libri ce n’era qualcuno con la dedica: un giorno trovò un pacco di volumi di un collega parlamentare scomparso da qualche mese, tutti con firma dell’autore e indirizzati all’amico deputato. Li comprò tutti e a una cena svergognò il figlio che si era liberato della biblioteca paterna, indicandolo come “erede indegno” davanti agli altri commensali. Anche qualche cardinale ha occhieggiato, mettendo poi le mani su alcuni volumi fotografici.

Uno dei tanti che negli anni sono passati? Emilio Colombo, democristiano che ha sommato incarichi di ogni tipo in Italia e in Europa, con fare lezioso sfogliava vecchie edizioni in lingua francese: nei momenti più ispirati si metteva anche a declamare qualche poesia di Victor Hugo, trovando un uditorio giovanile attento. Qualche giorno fa anche il sottoscritto aveva dato una scorsa alla bancarella, tra un libro di Massimo D’Alema, «Un paese normale», e una serie di tomi pubblicati tanti anni fa dalla Cariplo, delle autentiche rarità editoriali come tutti i libri “strenna” della banche. Per qualche ora c’era stata anche la collezione completa dei volumi del Monte dei Paschi di Siena, comprati da un avvocato che li ha piazzati nel suo studio. Comunque, il rogo dei libri fa sempre venire in mente storie inquietanti: chi può avere voluto così male alla cultura, nel pieno centro di Roma?