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Calcio, conti in profondo rosso. La serie A ha perso un miliardo

In Sport
14 Luglio 2022

I conti della serie A

Calcio professionistico in profondo rosso. Che la pandemia avesse massacrato i conti delle società sportive era cosa nota, fino a che punto lo certifica il dodicesimo Report Calcio realizzato dal Centro Studi Figc in collaborazione con Arel e PwC Italia. Nelle stagioni intaccate dalla pandemia, tra stop alle partite e incontri disputati per lunghi tratti dei campionati a porte chiuse, il sistema professionistico ha accumulato perdite per 2,2 miliardi di euro. La perdita sulla singola stagione è più che triplicata, passando dai 412 milioni del 2018/19 ai 1,3 miliardi del 2020/21.

Ovviamente è schizzato verso l’alto anche l’indebitamento delle società calcistiche professionistiche: circa 600 milioni di euro in più in due stagioni, arrivando a quota 5,4 miliardi nel 2021. Il costo del lavoro medio non è però diminuito, anzi. Nelle due stagioni impattate dalla pandemia le società hanno speso in media 2,231 miliardi, in crescita del 7,9% rispetto al 2018/19. «I numeri del Report calcio confermano la necessità di avviare un programma di sviluppo sostenibile che parta dalla responsabilità e dalla credibilità: l’urgenza non più rinviabile riguarda la messa in sicurezza del calcio professionistico», ha commentato il presidente della Figc Gabriele Gravina.

La serie A vale un miliardo

In uno scenario così desolante una grossa parte è giocata dalla Serie A. Il rosso del massimo campionato italiano è salito vertiginosamente. Nel 2018/19 le perdite erano di 274,5 milioni, mentre nel 2020/21 sono salite fino a un miliardo di euro, di cui 640,8 milioni legati soltanto a Inter, Juventus e Roma. Anche concentrandosi solo sulla Serie A l’indebitamento è cresciuto, arrivando a 4,9 miliardi di euro (+3,5%). La Serie A ha perso circa 250 milioni di euro con gli stadi chiusi: 272,5 milioni incassati nell’ultima stagione pre-pandemia e soltanto 28 ,5 nel 20/21.

L’impatto generato dal calcio

Il Report calcio si concentra anche sull’impatto positivo generato dal calcio professionistico sulla finanza pubblica. Tra tasse e contributi il sistema ha versato nel 2019 – ultimi dati disponibili – 1,476 miliardi di euro, in crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente. Le ritenute Irpef pesano per 797,3 milioni di euro. Continua a salire il reddito da lavoro dipendente arrivando a 1,9 miliardi di euro, mentre si contrae il numero dei contribuenti (12.055, rispetto ai 12.345 del 2018). Il calcio professionistico continua ad essere di gran lunga il settore sportivo più “pesante” dal punto di vista della contribuzione, rappresentando il 68,7% del gettito generato dallo sport italiano.

La speranza degli stadi

Il focus delle società per aumentare i ricavi, oltre ai diritti tv, è puntato sugli stadi. Dal 2007 al 2021 in Europa sono stati realizzati un totale di 187 nuovi impianti, di cui solo 5 in Italia. Ora in fase di lancio ci sono 12 progetti in tutta Italia (13 con il recentissimo progetto a Pietralata della Roma, non considerato nel report). Se venissero realizzati tutti porterebbero investimenti per 1,9 miliardi di euro e (si stima) 10 mila posti di lavoro. Ma soprattutto garantirebbero entrate fresche ai club che, come ha evidenziato il report, ne hanno sempre più bisogno.