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Juve, la voragine di Allegri, esonerarlo costa 36 mln. Tenerlo di più

In Sport
20 Settembre 2022

I conti della Juventus e l’esonero di Allegri

I numeri sono lì inesorabili. E pesano sulla scelta dell’eventuale esonero di Allegri dalla Juventus. In due sole partite di Champions League la Juventus ha perso da un minimo di 1,86 milioni di euro a un massimo di 5,6 milioni di euro e forse qualcosa in più. Due sconfitte come quelle subite dal Paris St. Germain e dal Benfica si sono tradotte infatti in zero euro in cassa, e certo questa non era la previsione fatta dai manager della società bianconera. La Uefa Champions League infatti nei gironi iniziali eroga un premio da 2,8 milioni di euro a partita. Vanno a chi vince una partita.

Gli incassi a chi vince

In caso di pareggio viene diviso così: 930 mila euro nelle casse di entrambe le squadre della partita e 940 mila euro da accantonare in un fondo che alla fine dei gironi viene suddiviso fra le squadre che hanno vinto in campo proporzionalmente al numero di vittorie ottenute. La Juventus è a zero e con due zeri rischia davvero grosso perché è già un miraggio il premio da 9,6 milioni di euro che verrà erogato per tutte le squadre che passano i gironi e si qualificano per gli ottavi di finale (è di 10,6 milioni il premio per la qualificazione ai quarti di finale, di 12,5 milioni quello per le semifinali e di 15,5 milioni quello per la qualificazione alla finale).

I conti della Juventus

Ci sono anche questi calcoli economici nella riflessione che Andrea Agnelli sta facendo con il suo amministratore Maurizio Arriva bene sul futuro dell’allenatore della squadra bianconera, Massimiliano Allegri. L’esonero di Allegri dalla Juventus è la scelta giusta? Sul piano sportivo l’inizio della stagione è stato fra i peggiori della storia della Juventus e in casi simili non sarebbe stata una sorpresa il licenziamento dell’allenatore. Allegri però ha dalla sua la forza di un contratto pesante da 7 milioni di euro netti l’anno fino al giugno 2025, più due milioni di euro l’anno di eventuali premi risultato che non sembrano comunque realizzabili.

Lo stipendio di Allegri

Il costo lordo per la società è – premi esclusi – 12,5 milioni di euro l’anno. Interrompere oggi il contratto costerebbe alla Juventus dunque 36 milioni di euro lordi fino al 2025. Il danno potrebbe essere limitato da una clausola contrattuale che rendeva possibile la rescissione per entrambe le parti nel giugno 2023: in questo caso il contratto dovrebbe essere onorato solo fino a fine stagione, regolando con gli avvocati la chiusura.

L’accordo per l’esonero dalla Juventus

Sarebbe comunque ipotizzabile un accordo fra le parti con oneri ridotti per la Juventus rispetto ai circa 33 milioni di euro lordi che costerebbe fino a metà 2025. Però se si mettono su un piatto gli introiti già sicuramente persi, i 9,6 milioni che si perderanno se la Juventus non si qualificherà agli ottavi di coppa, e i 15,64 milioni di euro che verrebbero meno a fine campionato se la squadra non risulterà fra le prime 4 in classifica, la voragine certa e immediata nei conti della Juventus sarebbe superiore al costo dell’esonero del suo allenatore.

La Juventus continua a perdere

Una situazione finanziaria molto delicata che si aggiunge alla copiosa perdita di bilancio ipotizzata dal presidente di Exor John Elkann (250 milioni di euro) e a investimenti copiosi che fin qui non sembrano avere dato i risultati attesi. Proprio nella semestrale Exor la scheda sulla Juventus indicava che «i ricavi per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 sono stati pari a 219 milioni di euro, con una diminuzione di 3 milioni di euro rispetto ai 222 milioni di euro del periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. La diminuzione è principalmente attribuibile a minori ricavi dai diritti di trasmissione e dai media per 27 milioni di euro, parzialmente compensati da maggiori ricavi dalla vendita di biglietti per 17 milioni di euro e da altri effetti netti positivi per 7 milioni di euro».

Sorprendente anche il capitolo sui costi operativi che «per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 sono stati pari a 241 milioni di euro, con un aumento di 55 milioni di euro rispetto ai 186 milioni di euro per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2021. L’aumento è principalmente attribuibile all’aumento dei salari dei calciatori e dei costi dello staff tecnico, parzialmente compensato da una minore spesa per l’ammortamento e la svalutazione dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori e da minori accantonamenti». Con un quadro così la società non può permettersi di perdere altre entrate nell’anno in corso. Che valgono più del rischio esonero di Allegri dalla Juventus.