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Primo pianoSport Ven 20 gennaio 2023

Stangata per la Juventus: 15 punti penalizzazione per il caso plusvalenze

Stangata per la Juventus dalla Corte federale: 15 punti di penalizzazione e sanzioni ai dirigenti coinvolti nel caso plusvalenze. L'ex presidente Andrea Agnelli con Pavel Nedved e Fabio Paratici

Juventus, 15 punti di penalizzazione

Stangata per la Juventus dalla Corte federale che non solo ha accolto l’istanza della Procura Figc, ma è andata anche oltre la sua richiesta: 15 punti di penalizzazione. La notizia, riportata da Ansa, è una mazzata per la Juventus: la penalizzazione inflitta è infatti decisamente superiore ai 9 chiesti dalla Procura. La Corte Figc ha deciso pene superiori alle richieste anche per i dirigenti:  2 anni e mezzo di inibizione a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 1 anno e 4 mesi a Cherubini, 8 mesi a Nedved.

La Juve scivola così a 22 punti in classifica, ma soprattutto può temere l’influenza che potrebbe avere la decisione in ambito sportivo in vista del processo ordinario. Prosciolti tutti gli altri club.

Cos’era successo nel pomeriggio

La Procura della Figc aveva chiesto 9 punti di penalizzazione per la Juventus per il campionato in corso. La richiesta era arrivata in occasione dell’udienza presso la Corte d’appello federale incaricata di rivedere la sentenza di proscioglimento nei confronti della Juve e altri club sulla questione plusvalenze.

Oltre alla Juve erano coinvolte nel processo  anche Sampdoria, Empoli, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e il vecchio Novara. Nonostante la pesante richiesta che potrebbe precludere o comunque rendere più difficile la strada verso le coppe europee della Juventus, il titolo del club piemontese che fa capo a Exor della famiglia Agnelli ha chiuso la seduta borsistica in terreno solo leggermente negativo: -0,43%.

Le richieste per i dirigenti

Il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva anche chiesto 16 mesi di inibizione per Andrea Agnelli, 20 mesi e 10 giorni per Fabio Paratici, 10 mesi per Federico Cherubini e 12 mesi per tutti gli altri consiglieri del club bianconero, ovvero Nedved, Garimberti e Arrivabene. Chiné aveva inoltre chiesto un’ammenda per gli altri club, mantenendo immutate, rispetto al primo processo sulle plusvalenze, le richieste per le altre società coinvolte e per i dirigenti deferiti. 

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