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La startup per comprare vini pregiati, nasce eWibe

In Startup
18 Luglio 2022

La startup dei vini pregiati

Mentre le Borse crollano, l’inflazione galoppa e all’orizzonte le nubi di recessione si fanno sempre più cupe, bere può servire per dimenticare. O per inventarsi un investimento alternativo: il vino. L’opzione si chiama eWibe, la prima piattaforma digitale dedicata al trading in tempo reale di vini pregiati solitamente riservati ai collezionisti, come spiega il fondatore e ceo Edoardo Maria Lamacchia.

Perché è nata la piattaforma?

«L’idea è nata durante il lockdown, quando il mercato finanziario era incerto e le criptovalute molto volatili. Insieme a un gruppo di professionisti appassionati di vino, investimenti e tecnologia, abbiamo pensato a un progetto che unisse tutto questo con la crescente attenzione verso gli investimenti alternativi al trading finanziario. Abbiamo avviato un’analisi approfondita sul settore vitivinicolo con l’obiettivo di fornire nuove soluzioni e rendere più liquido il mercato dei vini pregiati».

Quanto capitale avete raccolto e da parte di chi?

«A fine 2021 abbiamo chiuso un primo round di finanziamento dal valore di 500 mila euro, raccolti attraverso 40 investitori privati. L’idea è stata quella di creare un club privato di collezionisti, esperti della finanza e del mondo delle startup che potessero essere il primo sponsor del progetto. Puntiamo a chiudere un secondo round tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo».

Sembra un’attività molto di nicchia: quanti iscritti avete?

«La passione per il vino è in costante crescita sia in Italia che nel resto del mondo. C’è sempre più attenzione per i prodotti di qualità. In pochi mesi abbiamo raggiunto 2.500 utenti e contiamo di arrivare a 10 mila entro fine anno. Siamo nati per questo motivo: rendere accessibile a tutti un mercato con grandi opportunità che fino a oggi è stato riservato solo a collezionisti e addetti ai lavori. Vogliamo abbattere le barriere di ingresso».

Come funziona eWibe?

«Per iniziare a investire è sufficiente iscriversi gratuitamente su eWibe, creare un profilo, caricare i fondi sul proprio wallet e scegliere il vino da collezionare inserendo un ordine di acquisto al prezzo desiderato. Una volta comprata la bottiglia, questa può rimanere a invecchiare nelle cantine di eWibe, finché l’utente non decide di rimetterla in vendita o farsela spedire a casa. I vini vengono scambiati sul mercato libero gestito attraverso la piattaforma, che abilita la compravendita diretta e in tempo reale».

Ci sono esperienze simili all’estero?

«Non siamo la prima piattaforma a dare la possibilità di investire in vino, ma il nostro modello è differente rispetto alle soluzioni esistenti: siamo un live market, che mira ad aprire a tutti la possibilità di investire in vini pregiati senza intermediari, mettendo a contatto domanda e offerta e rendendo i prezzi dinamici. Le soluzioni digitali attualmente presenti sul mercato – i broker di vino – non consentono il libero scambio e presentano alte barriere all’ingresso. Con eWibe invece puntiamo a dare informazioni precise grazie al nostro algoritmo che consente di calcolare il valore di una bottiglia su un arco di 5 anni e senza nessun investimento minimo previsto se non il costo della bottiglia o cassa. Inoltre, selezioniamo personalmente le bottiglie da listare, tutte rigorosamente da investimento, selezionate dai nostri analisti con l’aiuto dell’algoritmo».

Quante bottiglie scambiate?

«Dall’inizio dell’attività abbiamo transato 100 mila euro di valore per un totale di circa 200 bottiglie. A partire da luglio, il live market eWibe è stato aperto a tutti: puntiamo a fare crescere esponenzialmente i numeri».

Chi sono gli utenti di eWibe?

«La piattaforma è aperta a tutti: privati, appassionati, collezionisti, utenti che desiderano avvicinarsi al settore, investitori in asset alternativi fino a tutta la filiera del vino, ossia produttori, commercianti, enoteche e ristoranti».

Quali sono i programmi di sviluppo?

«Siamo partiti con 500 bottiglie, dal valore di 200 mila euro, e oggi ne abbiamo 700 che valgono 350 mila euro. L’obiettivo è raggiungere 2.000 bottiglie entro fine 2022, per un valore di circa un 1 milione di euro. Siamo partiti dal mercato italiano, ma puntiamo a crescere anche all’estero con il nuovo round. Vogliamo ampliare la piattaforma e vogliamo migliorare i servizi di formazione e informazione, per permettere agli utenti di investire in maniera sempre più consapevole nel vino».

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.