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L’unico investimento della signora Del Vecchio, una startup di cucina

In In evidenza, Startup
30 Giugno 2022

La startup su cui ha investito la moglie di Leonardo Del Vecchio

Con il 10% anche Nicoletta Zampillo, moglie dello scomparso Leonardo Del Vecchio, ha investito nella start up Kuir Lab Una partecipazione che appare ancora più significativa essendo l’unica azienda a cui la signora ha dato fiducia.

L’investimento di Nicoletta Zampillo

Ma cosa ha di tanto particolare Kuiri da attirare l’attenzione di soci illustri? In sostanza l’idea può essere riassunta nel motto «tu hai un’idea in cucina e noi ti mettiamo nelle condizioni di realizzarla ai tempi di internet». Si tratta di un servizio di kitchen sharing, paragonabile a un coworking applicato al mondo della ristorazione.

«Conosco imprenditori con idee geniali, che per mancanza di liquidità rischiano di non vederle mai realizzate. Questo perché tra licenze, autorizzazioni e anticipi di trimestre da versare ai proprietari di un locale, le spese iniziali sono davvero alte – aveva spiegato a suo tempo il fondatore della startup Paolo Colapietro – La mia idea, invece, è quella di consentire ai giovani brand, ma anche ai senior che si stanno reinventando, di noleggiare una smart kitchen a costi irrisori. Così diminuisce anche il rischio di fallimento».

Dopo anni a Roma il giovane Paolo decide di trasferirsi a Milano per esprimere appieno la sua vera passione: la cucina. E nasce la start up che è una evoluzione del food delivery, un modello di ristorante in cui un singolo operatore gestisce un laboratorio-cucina all’interno del quale sviluppa uno o più brand, esclusivamente dedicati al servizio delivery.

Così un singolo ristoratore può gestire più marchi o ristoranti virtuali, tutti operanti nello stesso luogo fisico con i propri ordini provenienti direttamente dai clienti solo in via digitale. «Pensiamo noi a fornire ogni tipo di strumentazione e questo rappresenta un enorme vantaggio per chi è alle prime armi – aggiunge Colapietro – Così i nostri clienti possono concentrarsi pienamente sulla qualità e la varietà del prodotto, non devono preoccuparsi di altro».

La startup su cui ha investito

Presente a Milano con tre location – la prima inaugurata nel febbraio del 2021, l’ultima operativa da qualche settimana (tutte provviste anche di dehors per l’eventuale consumazione in loco) Kuiri punta ad aprire, nell’arco di 24 mesi, fino a 60 smart kitchen su tutto il territorio italiano, prediligendo sempre i quartieri più vivaci delle città, ognuno con un bacino di utenti e con caratteristiche differenti, potendo così sfruttare la domanda elevata e il traffico pedonale intenso. La particolarità è che è possibile ordinare attraverso un’app ogni tipo di piatto: dalle lasagne ai cibi indiani, dal pollo al curry alla cucina romana. Fino ad ora per farlo era necessario fare diversi ordini in diversi «ristoranti sul web» e le pietanze, ovviamente, arrivavano in momenti diversi. E pranzo o cena erano rovinati. Oggi invece con Kuiri l’amico vegetariano e quello appassionato della fiorentina possono forse continuare a guardarsi in cagnesco ma almeno mettersi a tavola nel medesimo momento.

Un’idea in fondo semplice, un cosiddetto ‘ uovo di Colombo’ che in una società in cui gli ordini attraverso le app stanno crescendo enormemente ha avuto un immediato successo. Oltre agli spazi in condivisione, attrezzati con le migliori cucine professionali e personalizzabili in base alle proprie esigenze, il servizio prevede un sistema operativo 2.0 basato sulle più avanzate tecnologie – dalla fiscalità alla gestione degli ordini, dal marketing al packaging – con l’obiettivo di ottimizzare ogni aspetto del business. A differenza delle dark kitchen tradizionali, Kuiri offre a ciascun ristorante virtuale una cucina a vista dotata di insegna e vetrina e di una finestra dedicata al servizio da asporto.