Tim, l'udienza sul ricorso di Vivendi non prima di aprile - V&A
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In evidenzaTlc Ven 15 dicembre 2023

Tim, l'udienza sul ricorso di Vivendi non prima di aprile

Attualmente risulta depositato l'atto di citazione di Vivendi contro Tim, atto che sarebbe ancora in corso di formalizzazione. Tim, l'udienza sul ricorso di Vivendi non prima di aprile PIETRO LABRIOLA TIM
Redazione Verità&Affari
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Redazione Verità&Affari

Non si terrà prima di metà aprile l’udienza relativa al ricorso presentato da Vivendi questa mattina al Tribunale di Milano contro la vendita della rete infrastrutturale decisa dal cda di Tim. E’ quanto si apprende da fonti giudiziarie.

Visto che il ricorso dei francesi non avrebbe i profili di urgenza ex articolo 700, ma riguarda solo il merito della decisione del board Tim sulla rete, servono – codice di procedura civile alla mano – 120 giorni dalla notifica dell’atto di citazione, quindi si andrà almeno a metà aprile. Il termine cade a ridosso del 23 aprile, quando la tlc terrà la sua assemblea per l’approvazione del bilancio annuale. La data della prima udienza, in questo caso, viene proposta al tribunale dallo stesso ricorrente, cioè Vivendi, per poi essere confermata o posticipata dal giudice civile.

La risposta di Tim: l’operazione di scorporo della rete non subirà interruzioni

Tim in serata  ha comunicato di aver ricevuto  la notifica dell’ atto di citazione da parte di Vivendi, segnalando che la società francese non ha formulato alcuna richiesta cautelare, né ha chiesto di inibire in via d’urgenza l’esecuzione della delibera e degli atti negoziali conseguenti. E quindi le attività previste dagli accordi con Kkr finalizzate al closing dell’operazione proseguiranno, pertanto, secondo quanto previsto, senza ritardi o interruzioni. “Quanto al contenuto dell’iniziativa – ha spiegato Tim – preannunciata da mesi al mercato con effetti sull’andamento dei corsi di Borsa, si fa presente che essa si fonda su argomenti che ha già analizzato in dettaglio al momento dell’approvazione dell’operazione e che un confronto prodromico, pure più volte ricercato, avrebbe forse aiutato in una migliore comprensione della vicenda e della sua legittimità ed evitato di prolungare nel tempo un clima di incertezza ed instabilità a danno degli azionisti e degli altri stakeholders”. In Borsa il titolo è salito del 2,36%.
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