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Lo sciopero dei controllori di volo alimenta il caos. Garavaglia: «Evitiamo disagi»

In Approfondimenti, Trasporti
13 Luglio 2022
Domenica 17 luglio scali a rischio. A Heathrow massimo 100 mila passeggeri fino a settembre

Lo sciopero degli aerei

Gli aeroporti sono nel caos da giorni. E per il pomeriggio di domenica 17 luglio i controllori di volo (Enav) hanno annunciato quattro ore di stop lamentando problemi di organico e turni di lavoro troppo pesanti. La protesta coinvolge anche i dipendenti delle compagnie aeree Easyjet, Volotea, Ryanair e delle controllate della low cost irlandese, Malta Air e Crewlink. Contro l’agitazione, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha chiesto al Garante degli scioperi Francesco Santoro Passarelli di adottare «ogni iniziativa che ritiene opportuna, al fine di evitare disagi ad un settore in ripresa. Compresa la precettazione della categoria».

Secondo Garavaglia, «un’agitazione degli operatori del controllo aereo rischia di bloccare il settore economico più dinamico che sta trainando in buona parte la crescita del Paese. Bloccare il trasporto aereo significa bloccare il Paese» e «danneggia i diritti di viaggiatori e imprese. Serve responsabilità».

Il caso Ita

Ci è andato giù più duro con le parole il presidente esecutivo di Ita Airways, Alfredo Altavilla, che ha definito quello di domenica uno sciopero «veramente idiota» perché «va soltanto a danno dei cittadini. In questo momento in cui c’è tutto questo disagio nei voli aggravare la situazione con uno sciopero lo trovo veramente poco intelligente. Questo è un momento in cui dovremmo fare sistema». «Abbiamo l’occasione per dimostrare che il sistema aeroportuale italiano sta reggendo molto meglio rispetto a quello che succede nel resto d’Europa. Francamente questo sciopero non l’ho capito, tra l’altro nella stessa giornata c’è anche quello dei nostri amici delle low cost», ha aggiunto Altavilla. Assicurando che «chi arriva in aeroporto con un nostro biglietto sa che parte. Noi le cancellazioni all’ultimo minuto non le abbiamo mai fatte e non le faremo». Al manager ha subito risposto l’Enav in una nota sottolineando che «al di là delle valutazioni di merito che ogni azienda affronta nell’ambito delle proprie relazioni industriali, lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito e disciplinato dalle leggi. È imprescindibile il rispetto per i lavoratori e le organizzazioni sindacali che li rappresentano nell’esercizio dei loro diritti».

Verso il piano nazionale

In audizione alla Commissione Trasporti, il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), Pierluigi Umberto Di Palma, ha spiegato che «in queste settimane si sta definendo la bozza del piano nazionale degli aeroporti». Ed è «già pronta la parte da presentare al ministero dell’ambiente, per condividere un percorso sul tema ambientale». Il Pna potrebbe «essere un elemento di programmazione per i prossimi dieci anni, perché va al 2035» e, come sta chiedendo l’Ente al ministero, diventare anche «il capitolo primo di un più ambizioso piano generale dei trasporti», ha aggiunto. Il nuovo piano degli aeroporti dovrà prevedere un aumento del traffico aereo, senza però costruire nuove infrastrutture ma utilizzando gli hub di Roma, Milano e Venezia.

Come va all’estero

Il caos però non è solo in Italia. L’aeroporto di Heathrow ha imposto un limite di capacità di 100mila passeggeri in partenza al giorno fino all’11 settembre. «Nelle ultime settimane abbiamo iniziato a vedere periodi in cui il servizio scende a un livello non accettabile: lunghi tempi di coda, ritardi per i passeggeri che necessitano di assistenza, bagagli che non viaggiano con passeggeri o in arrivo in ritardo, scarsa puntualità e cancellazioni dell’ultimo minuto», ha spiegato il ceo John Holland-Kaye. «Ciò è dovuto a una combinazione di una minore puntualità degli arrivi, a causa di ritardi in altri aeroporti e nello spazio aereo europeo, e un aumento del numero di passeggeri che inizia a superare la capacità combinata delle compagnie aeree, degli assistenti di terra delle compagnie aeree e dell’aeroporto», ha aggiunto.

Nel frattempo, la Commissione europea ha adottato una proposta per modificare le regole degli slot delle compagnie aeree, con l’obiettivo di alleviare i significativi disagi che stanno interessando il settore aereo, alle prese con un forte rimbalzo della domanda e con una carenza di manodopera e problemi operativi. Bruxelles chiede dunque, da un lato, di tornare al tasso standard di utilizzo delle fasce orarie dell’80% a partire dal 30 ottobre (dall’attuale 64% sotto la stagione di programmazione estiva 2022) – riflettendo la ripresa della domanda – ma, allo stesso tempo, di prolungare la possibilità di avvalersi dello strumento di «non uso giustificato degli slot» creato durante la pandemia.

In sostanza, le nuove regole permetterebbero alle compagnie aeree di cancellare i voli senza compromettere il loro accesso a slot preziosi. Inoltre, e solo come ultima risorsa, la Commissione avrebbe il potere di abbassare il tasso di utilizzo se i livelli di traffico aereo scendessero al di sotto dell’80%, rispetto ai dati del 2019, per quattro settimane consecutive a causa del Covid, un’altra situazione epidemiologica, o come un risultato diretto della guerra in Ucraina.