Mentre i taxi scioperano, Uber viaggia a pieno regime
Ma mentre i taxi protestavano, Uber, il servizio di trasporto legato all'applicazione, ha continuato a lavorare a pieno regime.
I taxi e Uber
Da Milano a Roma fino a Napoli protestano i tassisti contro l’articolo del Ddl Concorrenza che delega il governo alla riforma del trasporto pubblico non di linea, che secondo i manifestanti danneggerebbe la categoria. “Giù le mani dalla licenza”. È uno dei cori principali che i manifestanti hanno continuato a scandire nella giornata di oggi. Nel mirino c’è Uber, ma non solo. I tassisti chiedono maggiori garanzie per la categoria.
Uber funziona anche senza taxi
Ma mentre i tassisti protestavano, Uber, il servizio di trasporto legato all’applicazione, ha continuato a lavorare a pieno regime, trasportando clienti e rosicchiando il mercato alle auto bianche. Uber è attivo in Italia dal 2013, ma è il dal 2017 che registra una vera crescita senza sosta. Per rispettare la normativa italiana ha messo i rete gli Ncc (servizio di noleggio con conducente) prendendo il nome di UberBlack. Gli autisti devono possedere una licenza, che è però diversa da quella dei taxi e che ha delle limitazioni più stringenti.
Come funziona UberBlack
Oggi UberBlack è attiva in sette città italiane. Dopo Milano e Roma, dal 2020 è in funzione a Bologna, l’anno successivo a a Torino e Firenze e da quest’anno anche a Catania e Palermo. In quattro città (Milano, Roma, Torino e Napoli) è operativo anche UberTaxi, che mette in rete sempre autisti con licenza ma con auto di livello inferiore rispetto a UberBlack.
Nel primo trimestre del 2022 Uber ha registrato 24,4 miliardi di dollari di transazioni sulla sua applicazione in crescita del 35% anno su anno per un fatturato di 6,9 miliardi (+136%). I viaggi sono stati 1,7 miliardi (+18%), circa 19 milioni al giorno. Ma i conti per il colosso dei trasporti ancora non tornano: il risultato netto è in perdita di 5,9 miliardi. Due terzi del fatturato arrivano ancora dal Nord America, mentre l’area che comprende Europa, Medio Oriente e Asia vale circa il 16% del giro d’affari.