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Code, ritardi e voli cancellati, come ci si può difendere e quando si può chiedere il risarcimento

In Turismo
10 Luglio 2022

Le vacanze e il diritto al risarcimento

La partenza per le vacanze si sta trasformando in un incubo per chi ha scelto l’aereo: scioperi e carenze di personale stanno costringendo le compagnie a cancellare migliaia di voli nei principali aeroporti europei. Le grandi compagnie non sono escluse: Lufthansa nelle prossime settimane cancellerà 770 voli, Air France-Klm programma di far saltare 20 voli al giorno fino alla fine di agosto. Le cifre parziali contano già circa 40.000 voli cancellati, 7.000 dei quali in Italia, con i numeri che continuano a salire in modo vertiginoso. Non certo una notizia facile da digerire visto il vertiginoso rincaro che hanno avuto i biglietti aerei.

Cosa possono fare i passeggeri per il risarcimento

E mentre il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, Simone Baldelli, ha annunciato di aver già convocato per mercoledì prossimo l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) in audizione, per muoversi nella Babele dei diritti dei consumatori, le associazioni hanno messo a disposizioni app e sportelli per le segnalazioni. L’Unione europea tutela i consumatori e i viaggiatori con un regolamento, in vigore ormai da quasi 20 anni, che stabilisce le regole su rimborsi, risarcimenti e assistenza dovuta dalle compagnie.

Il ritardo o la cancellazione del volo

Il ritardo o la cancellazione della tratta, ovviamente, devono essere imputabili alla compagnia area (tutto quello che rientra tra le cosiddette circostanze eccezionali, invece, non comporta risarcimenti: è il caso di avverse condizioni meteo, emergenze mediche o limitazioni del traffico aereo). Per il ritardo, ovvero per l’orario di arrivo che eccede di almeno tre ore rispetto a quelle programmate, per esempio, il passeggero ha diritto a una compensazione (250 euro per distanze fino a 1.500 chilometri, 400 per quelle fra 1.500 e 3.500 chilometri e 600 per le tratte superiori ai 3.500 chilometri). Per le cancellazioni dei voli, invece, tutto ruota attorno ai 14 giorni di anticipo: se la compagnia l’ha comunicata entro due settimane non si ha diritto al risarcimento ma solo al rimborso (o a un biglietto alternativo per il ritorno). Se la comunicazione è arrivata dopo, si ha diritto a un risarcimento in misura eguale al tariffario dei ritardi. In caso di negato imbarco si può scegliere fra rimborso, volo alternativo o risarcimento (sempre in base agli stessi importi).

La sistemazione in una classe inferiore

Sono dovuti risarcimenti, dal 30 al 75 per cento del valore del biglietto, anche per la sistemazione in classi inferiori a quelle pagate. È previsto un risarcimento anche se la coincidenza prevista a uno scalo non viene rispettata o per problemi legati ai bagagli (fino a 1.300 euro). Dal Codacons, dove è stato attivato uno sportello con il quale raccogliere le segnalazioni dei viaggiatori e le adesioni a una azione collettiva contro le compagnie aeree, il presidente Carlo Rienzi spiega: «Tutti coloro che nelle prossime settimane non riusciranno a raggiungere la meta di villeggiatura a causa dell’annullamento del volo, possono chiedere fino a 5.000 euro di risarcimento per il danno morale e materiale da “vacanza rovinata». E Assoutenti ricorda come, in caso di improvvisa cancellazione del volo, i viaggiatori abbiano diritto all’assistenza in aeroporto (pasti e bevande, sistemazione in albergo, taxi, telefonate e mail).

Lunghe code ai controlli dell’aeroporto

Se invece si arriva in ritardo al gate a causa delle lunghe code ai controlli, «la responsabilità», ricorda Maria Pisanò del Centro europeo del consumatore, «è dell’ente aeroportuale». In questo caso si può presentare un reclamo alla società che gestisce l’aeroporto, chiedendo il rimborso del prezzo del biglietto. «I voli cancellati a causa della carenza di personale da parte delle compagnie aeree», aggiungono da Altroconsumo, che ha intenzione di inviare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, all’Enac e al ministero delle Infrastrutture, «non si possono far rientrare nelle cosiddette “cause eccezionali”. Si tratta di un vero e proprio disservizio al consumatore che, quindi, ha diritto sia a un rimborso del biglietto, sia a un risarcimento dei danni subiti». Gli smanettoni del web, invece, possono scegliere di far valere i propri diritti online: app e piattaforme seguono l’iter burocratico in cambio di una percentuale sul rimborso. Il passeggero inserisce gli estremi del volo o, in alcuni casi, scannerizza la carta d’imbarco, spunta la tendina che indica il tipo di ritardo e le cause, e il gioco è fatto: il software si occupa di tutto l’iter, dalla verifica del diritto a ottenere un risarcimento alla presentazione della richiesta e alla gestione della procedura, fino al pagamento dell’indennizzo.

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