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ApprofondimentiTurismo Mer 19 aprile 2023

Villaggi vacanze, Bluserena investe 55 milioni di euro e punta a nuove acquisizioni in Italia

Il big dei villaggi vacanze Bluserena vuole crescere in Italia con nuove acquisizioni e attirare una clientela europea Villaggi vacanze, Bluserena investe 55 milioni di euro e punta a nuove acquisizioni in Italia
Mikol Belluzzi
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Mikol Belluzzi

Bluserena investe 55 milioni di euro e punta a nuove acquisizioni

Investimenti da 55 milioni di euro per rinnovare 5 resort e una partenza sopra le attese delle prenotazioni estive. La strada di Bluserena, tra i big italiani dei villaggi vacanze e prima catena made in Italy per numero di camere nel segmento mare, è tracciata e punta dritto verso un posizionamento più elevato delle 13 strutture e l’acquisizione di nuovi alberghi di fascia alta. A imboccare la via della crescita è il nuovo amministratore delegato Marcello Cicalò che vuole incrementare del 10% il giro d’affari del gruppo controllato dal fondo spagnolo Azora che nel 2022 ha registrato un fatturato di 96 milioni di euro. E che racconta a Verità e Affari su quali direttrici si sta muovendo il rinnovamento a partire della brand identity, con un nuovo logo, e il lancio di una campagna pubblicitaria multicanale.

Come sono partire le prenotazioni per la prossima estate?

“Il trend è molto positivo e già lo erano le prevendite a dicembre e gennaio. I numeri che stiamo registrando sono sopra le nostre attese. I nostri clienti sono al 95% italiani, in maggioranza una clientela del Centro e Sud Italia. Le nostre strutture sono tutte nella Penisola e sono posizionate al Sud e nelle isole2”.

Quindi avete spazio per ampliare la vostra clientela.

“Il nostro obiettivo è generare più visibilità sul Nord Italia e nel 2024 avere una distribuzione nei principali paesi europei. In particolare, in Gran Bretagna, Germania e Svizzera. Questo, naturalmente, significa una formazione specifica per il personale e menu diversi. Già nel nostro resort in Sardegna dove gli ospiti stranieri sono il 15% stiamo facendo degli aggiustamenti”.

Che tipo di prodotto offrite?

“La nostra è una vacanza a vocazione famigliare con servizi dedicati ai bimbi da zero a 17 anni. Abbiamo una clientela fedele, dato che il 40% dei nostri ospiti ci segue da anni. In Puglia, invece, abbiamo un resort maggiormente dedicato alle coppie. In questo periodo stiamo terminando il restyling di 5 strutture (Calaserena Resort in Sardegna, Serenè Resort in Calabria, Serenusa Resort in Sicilia, Granserena Hotel e Torreserena Resort entrambi in Puglia) per un investimento di 55 milioni di euro. Si tratta della prima fase di riposizionamento che ci porterà a ristrutturare altri 2 alberghi e fare acquisizioni in nuove regioni italiane”.

Dove pensate di espandervi?

“Guardiamo al mare, ma anche alla montagna e alla zona dei laghi. Non ci interessa crescere all’estero perché il fondo che ci controlla sta già facendo acquisizioni in Grecia e Spagna”.

Pensate anche di ampliare la vostra stagionalità?

“Ora il periodo di apertura degli alberghi è di 120 giorni e vogliamo portarlo a 145, un traguardo non impossibile. Questo comporta anche lo sviluppo di nuovi mercati dato che sono soprattutto gli stranieri che viaggiano in bassa stagione. L’anno prossimo aumenteremo anche gli investimenti, già iniziati quest’anno, per lo sviluppo di Ethra Reserve come nuova destinazione in Puglia. Pur avendo una Thalasso Spa di 3.500 metri quadrati e un grande centro congressi, questo complesso non viene sfruttato per i grandi eventi e gli appuntamenti business o leisure. Eppure, nel Mediterraneo sono poche le destinazioni che hanno oltre 700 camere”.

Avete un solo hotel in montagna, a Sansicario in Piemonte. Dove pensate di crescere?

“Questa struttura è aperta solo d’inverno, perché in estate è complesso trovare il personale. In generale, sulla montagna stiamo facendo una grande riflessione perché la neve scarseggia e il futuro di queste strutture sarà sempre meno legato allo sci. Bisognerà reinventarsi con nuove attività sportive e trovare prodotti trasversali”.

A proposito di recruiting come sta andando il vostro?

“Direi abbastanza bene. Noi abbiamo 2.500 dipendenti a tempo determinato ed è un grande sforzo formarli. Comunque, i problemi a reperire il personale ci sono perché stiamo assistendo a un “calo di vocazioni”. I giovani hanno una diversa considerazione del fattore tempo e aspettative diverse”.

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