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Premio Nobel, quanto guadagna chi lo vince e cosa ci fa dei soldi

In Curiosità
5 Ottobre 2022

Quanto vale un premio Nobel

Il premio Nobel per molti è il riconoscimento di un’intera vita dedita al lavoro e alla ricerca. Oltre al valore simbolico che questo assume, però, c’è anche una cifra economica che viene corrisposta al vincitore. Con questa somma il premiato può farci praticamente quel che vuole, perché non ha vincoli specifici. Ma spesso i fondi vengono reinvestiti nella ricerca e in progetti.

L’assegno destinato al premio Nobel

Quando ritira il premio, assegnato in vari campi e annualmente, il soggetto in questione riceve una una somma in denaro. Di quanto parliamo? Fino a qualche tempo fa erano 10 milioni di corone svedesi, cioè quasi un milione di euro. Ma di recente c’è stato un taglio di budget pari al 20%. Il premio, ad ogni modo, viene finanziato con gli interessi ottenuti sul capitale donato da Alfred Nobel all’inizio del secolo scorso. Se a vincere lo stesso premio sono più persone? La somma viene semplicemente divisa.

Le medaglie vendute all’asta

In realtà le medaglie non hanno solo un valore simbolico, ma anche economico. Chiedere infatti ad alcuni vincitori che per farsi un bel gruzzoletto le hanno messe all’asta. Due premiati, un po’ di tempo fa, hanno venduto infatti le loro medaglie d’oro ottenendo rispettivamente 765 mila dollari e 4,7 milioni di dollari.

La storia del premio e della fondazione che gestisce il patrimonio

Come nasce il premio? Fu istituito dal chimico e ingegnere svedese Alfred Nobel.  Nato nel 1833 e figlio di un imprenditore edile, Nobel lavorava molto sugli esplosivi. Grazie ai suoi esperimenti – uno dei quali portò alla scoperta della dinamite- guadagnò tanti soldi, messi gradualmente da parte. Quando però il fratello morì dilaniato dopo un’esplosione avvenuta proprio durante una prova, la stampa pensò che fosse lui il deceduto. I tanti necrologi che lesse sul suo conto gli fecero capire che la gente non aveva una bella opinione. Anzi lo accusava di aver messo la sua sapienza a servizio della morte. Così, nel timore di essere ricordato quasi come un assassino piuttosto che filantropo, ebbe l’idea di istituire il premio. Nel testamento destinò il 94% dei suoi risparmi al riconoscimento, che come oggi sappiamo, va alle persone che hanno messo a disposizione la loro mente per il bene dell’umanità. Fra le ultime volontà ci fu proprio l’istituzione della fondazione che gestisce il patrimonio.