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CronacaPrimo piano Lun 08 agosto 2022

Il Papa beffato dalla Curia

Per monsignor Galantino lo scandalo legato «all’ignoranza sull’esistenza di un patrimonio immobiliare all’estero» Il palazzo di Sloane Avenue, a Londra Il palazzo di Sloane Avenue, a Londra

Il bilancio del Vaticano

«Grazie a Dio, finalmente ci siamo liberati del palazzo di Londra e i soldi che sono stati ricavati sono rientrati all’Obolo di San Pietro». Lo sfogo è arrivato ieri dal presidente dell’Apsa, monsignor Nunzio Galantino, che in una lunga intervista ai media vaticani ha sottolineato come l’esistenza di un patrimonio immobiliare dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica è cosa ben diversa da faccende come quella della compravendita del palazzo di Sloane Avenue a Londra, che vede in queste settimane la celebrazione del processo. «Quando c’è stata la vicenda del famigerato palazzo di Londra, tutti hanno pensato di fare delle grandi scoperte quando qualcuno ha detto: “Ah, ma la Chiesa ha anche altri beni, in Inghilterra, anche in Francia, in Svizzera, ha altre società”.

In realtà le società che, per conto di Apsa, gestiscono beni in Inghilterra, in Francia, in Svizzera ma anche in Italia, sono società sorte in Inghilterra, per esempio, nel 1932, in Francia nel 1932, in Svizzera nel 1933», ha precisato Galantino. Ricordando anche che tutto risale alla necessità di amministrare le quantità di denaro restituito alla Chiesa al termine della Questione Romana, quando Pio XI volle «mettere al sicuro questi beni in modo tale che, dovesse capitare, abbiamo comunque la libertà di vivere ed esercitare la nostra missione».

Quindi, «tutta quella confusione o quello scandalismo ipocrita che c’è stato a proposito del palazzo di Londra», conclude il prelato, «era dovuto solo a ignoranza, non sapendo che è da quegli anni che c’è questa gestione all’estero. E tutto quello che si ricava da questa gestione viene utilizzato per la missione della Chiesa, cioè per le spese, anche, della Curia. Altra cosa è se ci sono stati investimenti sbagliati, dovuti a errori o a comportamenti penalmente rilevanti. Ma proprio per questo è bene fare chiarezza e non confondere le cose».

Cessione a fine giugno

A fine giugno l’Apsa ha ultimato la vendita a Bain Capital del palazzo in 60 Sloane Avenue a Londra, con un incasso complessivo di 186 milioni di sterline. «Le perdite riscontrate rispetto a quanto speso per l’acquisto dell’immobile sono state conferite alla riserva della Segreteria di Stato» aveva già assicurato l’Apsa lo scorso 1° luglio», aveva ricordato «senza che in nessun modo in questa circostanza sia toccato l’Obolo di San Pietro, e con esso le donazioni dei fedeli».

Le perdite relative all’affare di Sloane Avenue erano state valutate nei mesi scorsi fra 66 e 150 milioni. «Intorno al palazzo di Londra c’erano delle operazioni non proprio chiare, diciamo con un eufemismo, tant’è che è in corso un processo, non solo per il palazzo di Londra ma anche per altre operazioni che sono state fatte. Questo lavoro ha portato via veramente tante energie», ha rimarcato sempre ieri il presidente dell’Apsa. Che ha poi citato anche un’altra attività che ha tenuto impegnato fino a questi giorni l’Amministrazione, insieme alla Segreteria per l’Economia, ovvero il salvataggio dal fallimento dell’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina attraverso anche un’intesa con la Fondazione Policlinico Gemelli.

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