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Roe vs Wade e gli effetti dimenticati della legge sull’aborto

In Nuove Economie
28 Giugno 2022

Il dibattito sulla legge dell’aborto

Le sentenze non hanno solo impatti politici o sociali ma possono dischiudere anche tendenze economiche originali di medio e lungo termine. È il caso della decisione della Corte suprema degli Stati Uniti sul caso Roe vs Wade che favorì l’aborto libero a partire dal 1973 in tutti gli Stati Uniti. Uno studio dell’economista Steve D. Levitt (per chi volesse approfondire agilmente l’argomento la lettura consigliata è il libro Freakonomics scritto in coppia con Stephen J. Dubner) dimostrò che gli effetti statistici di tale sentenza furono i circa 1,6 milioni di aborti annui registrati post sentenza e decisi dalle donne americane libere di scegliere rispetto alla gravidanza. La maggioranza di tali donne erano madri giovani, single di etnia afroamericana con una situazione economica molto precaria.

Criminalità e aborto

La liberalizzazione dell’aborto per Leavitt è stato il più importante parametro per spiegare la drastica riduzione della criminalità negli Usa alcuni anni dopo la richiamata sentenza. Perché? Per la semplice ragione che i giovani afroamericani nati da una madre single con una situazione economica fragile, perché spesso non occupate, avevano una probabilità di diventare delinquenti o criminali molto elevata. Per Leavitt la riduzione della criminalità anche in città come New York a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta deve essere spiegata proprio partendo dalla libertà di abortire riconosciuta a tutte le donne americane dal pronunciamento Roe vs Wade.

Minore libertà per le donne

Quello che potrebbe accadere adesso e che proprio le madri single delle minoranze etniche residenti negli Stati che introdurranno il divieto di aborto avranno maggiori difficoltà, perché economicamente più fragili, a spostarsi negli Stati dove l’aborto resterà possibile e, quindi, saranno costrette dalla minore libertà di scelta a portare avanti la gravidanza. Non dovrà sorprendere, perciò, se tra qualche anno il tasso di criminalità, soprattutto minorile, tornerà a crescere e con esso la presenza e l’attivismo delle organizzazioni criminali più interessate ad arruolare giovani disoccupati e con bassa scolarità disposti a delinquere perché con una sensibilità al rischio di pena o addirittura di morte del tutto particolare.