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I conti delle compagnie aeree, bilanci in rosso e le speranze per l’estate

In Turismo
12 Giugno 2022
Dopo due anni tragici, si stima che il traffico sarà il 60-70% del 2019

L’estate della rinascita del trasporto aereo

Questa dovrebbe essere l’estate della rinascita del trasporto aereo, martoriato per due estati consecutive dal blocco dei voli per la pandemia. Un’occasione d’oro per i vettori per riconquistare volumi di traffico e passeggeri e riuscire a recuperare buona parte delle ingenti perdite subite nei vari lockdown a livello globale. Almeno così la pensano gli analisti di S&P Global che hanno stimato che, grazie alla stagione delle ferie estive i volumi di traffico dovrebbe salire fortemente, portando l’intero 2022 a vedere i volumi di traffico al 60-70% dei livelli pre-pandemia.

Prospettive positive per le compagnie aeree

Un deciso re-rating dato che fino a febbraio scorso la stima per il 2022 era ferma al 50-65%. La spinta decisiva arriverà dall’estate quindi, grazie al venir meno in modo quasi totale delle restrizioni Covid. S&P Global Ratings stima ancora di prevedere che il traffico aereo europeo raggiungerà il 70%-85% dei livelli pre-pandemici nel 2023, avvicinandosi ai volumi del 2019 solo nel 2024. Certo ci vorrà tempo per tornare ai momenti d’oro per le compagnie. Anche perché influiranno sui conti variabili negative, come l’alto prezzo dei carburanti e i venti di declino della crescita economica che potrebbero rallentare i volumi e veder crescere le spese per i carburanti nei bilanci. Ma la fretta di uscire dal buco nero del biennio tragico del Covid indurrà non solo maggiori rotte per l’estate, ma anche la leva dei rincari dei biglietti, il tutto per recuperare più possibile ricavi.

Due anni tragici per trasporto aereo

Del resto la mazzata è state pesante. Per Ryanair, il leader indiscusso dei cieli europei, il Covid ha voluto dire vedere i ricavi passare da 8,5 miliardi pre-pandemia a soli 1,6 miliardi nel 2021, per poi recuperare ma fermandosi a soli 4,8 miliardi nell’anno appena chiuso. Con una perdita secca nel biennio Covid di oltre 1,2 miliardi. Easyjet è passata da 6,3 miliardi di sterline a soli 1,4 miliardi nel biennio, per poi risalire a 2,7 miliardi nell’anno fiscale appena chiuso. Con perdite cumulate per oltre 2,6 miliardi. Lufthansa ha visto il fatturato più che dimezzarsi con perdite nel periodo pandemico per quasi 11 miliardi. British ha lasciato sul campo tra il 2020 e il 2021 ben 5 miliardi di sterline di perdite. AirFrance-Klm ha visto il fatturato crollare da 27 miliardi di euro a poco più di 14 miliardi con un “rosso” di bilancio che perdura anche nei primi tre mesi del 2022 e che vale oltre 13 miliardi. Come si vede, è un film dell’orrore per il settore tra i più penalizzati dal Covid. Crisi che ha intaccato ovviamente anche gli aeroporti che hanno visto tracollare i passeggeri.

La corsa ai rincari

Ora approfittando dell’estate libera da restrizioni ecco che le compagnie faranno di tutto per lasciarli alle spalle la tragedia pandemica. Le direttrici sono due. Aumentare il più possibile rotte e nuovi voli e agire sui prezzi dei biglietti che rincareranno con forza nel periodo estivo. Sempre secondo l’analisi di S&P global, Lufthansa mira a espandere rotte e voli per una capacità di traffico almeno al 75% dei livelli del 2019. In volata le prenotazioni per Ryanair che ha trasportato solo a maggio 15,4 milioni di passeggeri, tre milioni in più del maggio del 2019 e afferma di contare sul boom delle capacità per l’intera estate. Easyjet dal canto suo si aspetta un tasso di riempimento del 90% rispetto ai livelli pre-Covid entro fine giugno, per poi tornare ai livelli del 2019 entro settembre. A rompere le uova nel paniere, un probabile rallentamento della domanda che dovrebbe arrivare in autunno complice i venti di crisi economica e di alta inflazione. E anche il livello dei prezzi del carburante che incide eccome sui costi complessivi. Le compagnie si sono quasi tutte coperte con derivati sui costi del fuel, con Ryanair che copre fino all’80% del fabbisogno. I derivati di copertura aiutano ad assorbire gli aumenti ma hanno ovviamente un costo.

Gli utili delle compagnie aeree nel 2023

In ogni caso le proiezioni di consenso degli analisti, raccolte da S&P Global market intelligence, vedono il 2022 ancora in rosso per molte compagnie. Con Ryanair attesa a una perdita per 240 milioni e a un utile, se tutto andrà per il meglio, di oltre 1 miliardo per il 2023 con un fatturato stimato a oltre 9 miliardi per l’anno prossimo, superiore ai ricavi pre-Covid. Ma O’Leary, il patron del vettore low cost, dovrà stare attento a evitare nuovi scioperi del personale, come quello avvenuto pochi giorni fa, durante questa stagione estiva. I dipendenti di Ryanair denunciano da tempo condizioni di lavoro al limite della decenza. Forse pagarli meglio, dato che pesano sui conti della compagnia per solo il 13 per cento dei ricavi, potrebbe aiutare a evitare blocchi dei voli nella stagione della riscossa estiva.