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Nell’estate dei voli cancellati in Italia crescono solo le compagnie low cost

In Turismo
25 Luglio 2022

L’andamento delle compagnie aeree

Nell’estate 2022  dei voli cancellati e degli scioperi, le uniche a crescere sono loro: le compagnie aeree low cost, che aumentano anche la capacità di posti rispetto all’anno scorso. A certificarlo sono i dati di Mabrian Technologies, piattaforma spagnola di travel intelligence per l’industria del turismo. Dallo studio emerge anche un’altra verità. Soltanto tre vettori, tra i dieci maggiori per capacità diretta sull’Italia, hanno aumentato i posti a sedere nel periodo giugno-agosto 2022 rispetto a tre anni fa, ultima estate prima della pandemia. Si tratta per l’appunto di Raynair (+41%), Volotea (+33%) e WizzAir con addirittura il +525%.

Il peso delle low cost

“Anche dai nostri ultimi dati si evidenzia il peso straordinario e ancora crescente delle compagnie aeree low cost nel traffico italiano – afferma Franco Gattinoni, presidente della federazione Turismo organizzato di Confcommercio -. Spesso, però, questi operatori non garantiscono e non mantengono nel tempo la programmazione dei viaggi, elemento centrale su cui costruire un’offerta turistica con una adeguata pianificazione”. Tra le compagnie in rosso spicca invece il -36% di posti offerti da Ita Airways, al suo primo anno di attività, rispetto alla vecchia Alitalia. Tra i 10 principali mercati per connessione diretta con l’Italia, invece, la variazione 2019-2022 è ancora negativa per tutti e quattro i maggiori Paesi (Germania a -27,6%, Regno Unito a -15,5%, Francia a -5,8% e Spagna a -5,3%). Spiccano in positivo, invece, i collegamenti con la Grecia, accresciuti in termini di capacità del 21,8%.

L’andamento della stagione

“Quest’estate avremo ancora carenza di turisti stranieri rispetto al 2019 – tira le somme Gattinoni – oltre all’assenza di turisti asiatici e russi, anche il mercato europeo rimane lontano dai livelli pre-Covid e ciò ha effetti negativi sulla spesa turistica. Tariffe aeree raddoppiate sull’anno precedente, disagi negli aeroporti, cancellazioni e scioperi completano il quadro non positivo circa la capacità di posti messa in campo dai vettori”.

Da qui l’appello del presidente Fto: “Il turismo ha bisogno di una politica industriale che sappia leggere i nuovi trend, la forte correlazione con il mercato del lavoro e dei trasporti, che sappia garantire che il valore dalla spesa turistica generata nel nostro Paese non rimanga solo marginalmente in Italia, a vantaggio di operatori stranieri che possono contare su una imposizione fiscale e contributiva ridotta, e non sempre rispettano integralmente le regole”.

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