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La piattaforma per gli appalti è un disastro, il Mepa diventa l’incubo delle imprese

In Digitale
17 Luglio 2022

I problemi del Mepa

A Brindisi il Comune ha dovuto annullare una procedura per l’assegnazione di servizi sociali. A giugno l’amministrazione aveva deciso di avviare delle gare relative alla gestione di una serie di servizi comunali. Tutto nella norma, insomma. Almeno fino a quando non è stata costretta a tornare sui propri passi. Il motivo? Il mancato funzionamento della piattaforma MePA (Mercati elettronici della Pubblica Amministrazione), gestita dalla Consip, e abitualmente utilizzata per gli acquisti in rete, per i servizi al di sotto della soglia comunitaria di 215 mila euro, che quindi non richiedono l’adesione a bandi Consip. Preso atto dei problemi tecnici, e dietro alcune segnalazioni dei sindacati, il Comune ha pensato di orientarsi altrove, impiegando altri strumenti digitali.

Ma questo non è affatto il solo caso verificatosi e relativo a un cattivo funzionamento della piattaforma, che in realtà era stata ideata per facilitare la vita alle imprese, con una funzionalità rinnovata. L’intento, insomma, era di migliorare la situazione, anche in vista dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le buone intenzioni, però, si sono trasformate in un boomerang, che ha fatto spazientire le piccole e medie imprese che si rivolgono al portale. Anche perché il problema si sta protraendo per molto tempo, quasi due mesi.

A cosa serve il MePa

Ma procediamo con ordine. Il MePa è il portale usato abitualmente per gli acquisti in rete: migliaia di aziende ricorrono a questo strumento che crea un canale di comunicazione tra le amministrazioni e i fornitori abilitati all’acquisto di beni e servizi. Solo nel 2021 sono state realizzate operazioni economiche per circa 6 miliardi e mezzo di euro tramite la piattaforma. Un volume di affari imponente, che richiede per forza un meccanismo efficiente. Il vecchio software, negli anni, è stato implementato con varie funzionalità, anche perché nel frattempo ha dovuto interfacciarsi con nuovi attori, per esempio l’Anac, e fare i conti con la fisiologica evoluzione della tecnologia. Per questo con il tempo sono state effettuate una serie di aggiunte all’infrastruttura informatica iniziale: alla fine, per garantire una migliore operatività, si è provveduto a rifare tutto da zero.

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