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Tutti in fuga da Musk, in centinaia danno le dimissioni da Twitter

In Digitale
18 Novembre 2022

Dimissioni in massa da Twitter

Fuga da Twitter. Non degli utenti, ma dei dipendenti. Centinaia dei quali avrebbero deciso nelle ultime ore di lasciare l’azienda acquistata recentemente da Elon Musk per 44 miliardi di dollari. E questo nonostante il settore non offra al momento molte alternative, visto che tutte le grandi aziende tecnologiche stanno tagliando posti di lavoro.

Il motivo della fuga? Una sorta di ultimatum, inviato via mail dal nuovo proprietario. Nella lettera, presentando i suoi piani per il futuro del social network, Musk ha scritto tra l’altro: “Guardando avanti, per costruire un innovativo Twitter 2.0 e avere successo in un mondo sempre più competitivo, dovremo essere instancabili. Ciò significherà lavorare per molte ore ad alta intensità. Solo le prestazioni eccezionali consentiranno di accedere agli avanzamenti di carriera”. E alla fine ha invitato i destinatari ad approvare il nuovo corso oppure a dimettersi subito, nel giro di poche ore, con tre mesi di stipendio come liquidazione.

Molti hanno scelto questa seconda opzione e a quel punto Musk ha provato a correre ai ripari. Da un lato incontrando di persona alcuni dipendenti di alto livello. Dall’altro inviando una nuova mail, nella quale si è dimostrato più disponibile a concedere la possibilità di lavorare in  smartworking, nei confronti del quale aveva inizialmente innalzato un muro.

I recenti sviluppi hanno aumentato i dubbi sul futuro dell’azienda, che Musk ha provato a fugare con un tweet: “Le persone migliori hanno scelto di rimanere, quindi non sono così preoccupato”. Nel frattempo però, anche in seguito alla disattivazione dei badge e alla chiusura temporanea degli uffici (fino a lunedì) decisa dall’azienda,  ecco che, sempre su Twitter, entravano in tendenza parole chiave come #RIPTwitter e #Twitterdown, oltre che “Tumblr” e “Mastodon”, per via dei molti utenti che annunciavano il prossimo trasloco in uno dei due social. Musk ha avuto buon gioco nel sottolineare con un meme come, per celebrare il funerale di Twitter, si scelga comunque di farlo su Twitter…

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Nato a Udine nel 1978, approdato al giornalismo abbastanza tardi, ha lavorato vari anni a Libero con una breve parentesi al Giornale. Non ama viaggiare, non ha hobby, diffida dei fact checker. Orientamento politico: «Il passo che deve fare l’Unione Europea per ritrovare la forza delle sue radici è un passo di creatività e anche di “sana disunione”. Cioè dare più indipendenza, più libertà ai Paesi dell’Unione» (Papa Francesco, 26 giugno 2016).