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Invitalia, il nipote di Mattarella fa saltare la poltrona di Arcuri

In Economia
1 Luglio 2022

La nomina di Bernardo Mattarella

Dopo quasi 15 anni alla guida di Invitalia, finisce l’epoca di Domenico Arcuri. I rumor che davano l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e uomo vicinissimo a Giuseppe Conte vicino al defenestramento sono stati confermati dalle nomine effettuate dal Consiglio dei ministri nella giornata di ieri. Per sostituire Arcuri è stato scelto un cognome pesante: Bernardo Mattarella. Nipote del Presidente della Repubblica, ma soprattutto amministratore delegato di Mediocredito Centrale (controllata al 100% da Invitalia stessa) dal settembre del 2017, ricoprirà il ruolo di ad di una delle strutture più importanti dello Stato, con oltre 2 mila dipendenti e un fatturato da 400 milioni di euro. Cambio della guardia anche in presidenza, dove Rocco Sabelli sostituirà Andrea Viero, che occupava la posizione di presidente dal novembre del 2019.

Il profilo del nuovo amministratore

Per Mattarella si tratta di un ritorno a Invitalia. Il nuovo ad, infatti, è stato per 10 anni all’interno della società. Dal 2007 al 2011 ha ricoperto in Invitalia il ruolo di Chief financial officer. Successivamente, dal 2011 al 2017, ha invece diretto la Business unit incentivi e innovazione della società, gestendo il portafoglio di offerta degli incentivi, delle agevolazioni e degli strumenti finanziari per promuovere la competitività e sostenere lo sviluppo delle imprese. Fino a quando è stato nominato, come detto, amministratore delegato di Mediocredito centrale a settembre del 2017, venendo riconfermato ad aprile 2020. Il suo era uno dei nomi caldi negli ultimi giorni per la sostituzione di Arcuri, nonostante la rielezione dello zio al Quirinale avesse fatto pensare a un calo delle possibilità per questioni di opportunità.

Il ritorno di Rocco Sabelli

Ma anche quello di Rocco Sabelli è un nome conosciuto al grande pubblico. Ex amministratore delegato della Piaggio, dove rimane dal 2003 al 2006 essendo protagonista del consolidamento nel settore delle due ruote dell’azienda. Sabelli completa la ristrutturazione di Piaggio, rendendolo un brand internazionale e lasciandola con un utile di 60 milioni rispetto ai 138 milioni di rosso con cui l’aveva trovata. Nel 2008 diventa amministratore delegato di Alitalia, scelto per portare a termine il progetto di salvataggio e rilancio della compagnia. Dalla compagnia di bandiera si dimette nel 2012. Nell’aprile 2019 è stato anche nominato presidente e ad di Sport e Salute, dimettendosi però nel dicembre dello stesso anno per i contrasti con l’ex ministro Spadafora.

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