146 visite 5 minuti 0 commenti

Prima provo, poi (eventualmente) mi candido, la startup che ripensa il lavoro

In Futurismi
26 Giugno 2022

La nuova proposta di lavoro

Ci siamo abituati ad assaggiare prima di pagare, ad avere la possibilità di farci un’idea di un servizio per capire se merita i nostri soldi oppure no. Vale per un e-book di cui possiamo scorrere le prime pagine a costo zero, per l’abbonamento a una app o una moltitudine di servizi in streaming. Lo stesso non avviene per un elemento cruciale delle nostre vite, che consuma la maggior parte del tempo che trascorriamo da svegli: il lavoro. Fonte di reddito, soddisfazioni, ma anche di crucci, stress e malumori assortiti. Certo, esiste il periodo di prova, ma arriva dopo un’articolata fase di colloqui, la firma di un contratto, scelte esistenziali spesso radicali. Non proprio come cancellare una sottoscrizione online con un colpo di dito.

Un’evoluzione sensata è traslare il modello del try before you buy (prova prima di comprare) alla sfera professionale. L’idea è venuta a Tutored, start-up nata per essere un punto d’incontro tra le aziende e gli studenti e i neolaureati. Lavora con più di 250 realtà di primo piano, incluse varie banche, ha una community di oltre mezzo milione di iscritti nelle principali università tricolore.
Il servizio si chiama «Esperienze online» e vanta una forte componente tecnologica. Si tratta di una sessione digitale (su Zoom, integrato nella piattaforma) tra i rappresentanti di una società con posizioni aperte e una platea di talenti individuati dall’algoritmo di Tutored, quindi potenzialmente interessati al lavoro. Se lo sono fino in fondo, sarà la loro volontà, l’elemento umano, a determinarlo.

Un esempio aiuta a capire il meccanismo: «Pensiamo a un neolaureato in informatica», ci racconta Gabriele Giugliano, Ceo e cofondatore di Tutored. «Partecipando alle “Esperienze online”, ha il vantaggio di osservare un professionista dell’azienda che sta assumendo svolgere mansioni pratiche, come la scrittura del codice, richieste dalla posizione aperta. A quel punto, il giovane talento capisce se quel lavoro può effettivamente fare al caso suo, se rispecchia le sue ambizioni e competenze e se quindi vale la pena candidarsi». Il beneficio non è unilaterale: «L’azienda si troverà ad avere una rosa di giovani talenti fortemente motivata, consapevole e desiderosa di ricoprire quel ruolo».

Lo strumento, da poco lanciato, è inedito in Europa. Prima di essere introdotto ufficialmente, ha richiesto una lunga fase di sperimentazione dai risultati promettenti: le circa 80 esperienze oggetto del test, hanno dimostrato di poter aumentare fino al 50% l’efficacia degli annunci di lavoro riservati agli studenti in discipline di ambito scientifico, tecnologico, economico, ingegneristico e matematico. Insomma, riescono a far incontrare in modo più fluido la domanda con l’offerta di lavoro. Un incentivo che sta piacendo alle imprese: sono 180 le Esperienze online che le aziende proporranno nel 2022, stimando di coinvolgere più di 100 mila ragazzi. C’è dell’altro: «È anche possibile», spiega Giugliano, «assistere a simulazioni di colloqui tenuti dai recruiter delle aziende, sia multinazionali che pmi. In questo modo i giovani possono affacciarsi al mondo del lavoro in modo più consapevole e con una preparazione sicuramente migliore». Guadagnando un bonus di consapevolezza che aiuta a vincere insicurezze e timidezze.

Sempre nel ventaglio delle «Esperienze online» rientrano incontri con l’intero team di una divisione, così se ne possono osservare le dinamiche di gruppo, apprendere spigolature e dettagli della giornata in ufficio (o delle interazioni a distanza): una prova generale di futuro. O ancora si ha modo di assistere ad approfondimenti su temi specifici, come i linguaggi di programmazione o gli strumenti usati con maggiore frequenza in una determinata impresa. «Il potenziale è enorme», sottolinea il Ceo di Tutored. «La cosa bella è che le “Esperienze online” possono adattarsi alle esigenze di tutte le aziende. Per loro è una vetrina, un modo per farsi conoscere dai giovani in maniera diversa». Ed evitargli, ed evitarsi, brutte sorprese, come quando si compra un prodotto o un servizio a scatola chiusa.