915 visite 3 minuti 0 commenti

Grillo rilancia la settimana lavorativa di 4 giorni ed è polemica

In Lavoro
27 Settembre 2022

Beppe Grillo rilancia la settimana lavorativa di 4 giorni

L’Europa la sperimenta. L’Italia prova a rilanciarla con chi ci crede da tempo. Beppe Grillo, mentre si gode il 15% del suo Movimento, ributta in mezzo un tema a lui particolarmente caro. “La settimana lavorativa di quattro giorni è un toccasana per i lavoratori, le aziende, le società e può anche essere una via per affrontare il cambiamento climatico. Ecco perché è così importante riprenderci la nostra vita!”, ha scritto su Twitter rilanciando un post pubblicato sul suo blog. Un intervento firmato da Juliet Schor, docente di sociologia all’università di Boston.

L’intervento sul blog

“Mi occupo di Lavoro dagli anni ’80 e non ho mai visto niente di simile a quello che sta succedendo oggi – spiega la professoressa – L’ansia alimentata dalla pandemia sta aumentando in tutto il mondo. Le persone si stanno esaurendo. In risposta, un numero crescente di aziende offre una settimana di quattro giorni, 32 ore, ma con cinque giorni di paga. I datori di lavoro si stanno rendendo conto che se possono ripensare a dove lavorano le persone, possono anche ripensare a quanti giorni trascorrono al lavoro”.

I commenti al Tweet

Ma se Grillo sembra entusiasta non si può dire lo stesso di tutti quelli che hanno commentato il Tweet. “Va benissimo, ma come lo paghiamo il personale per 4 o 7 giorni. E i negozi e supermercati sempre aperti? – scrive una donna – Allora doppio personale, ok, ma poi ce le paghi tu le bollette e gli affitti, perché raddoppiando la spesa del personale non raddoppiano le entrate!! Non so se mi sono spiegata bene!!”. Mentre un altro: “Egregi Juliet Schor e Beppe Grillo sono figlio e nipote di contadini. Ho 71 anni, sono laureato in Ingegneria chimica con lode ad inizio ‘75. Come voi, credo che il lavoro globale metta ansia (decrescita felice Serge Latouche) ma chi paga il debito Italiano che sto lasciando ai miei 4 nipoti?”. Poi c’è uno che risponde semplicemente: “Pensa a fare il comico”.

La decrescita felice

La settimana corta è emanazione prediletta della teoria della decrescita felice. Basata sul pensiero dell’economista Serge Latouche, è storicamente uno dei cavalli di battaglia del Movimento cinque stelle. I cui esponenti l’hanno adottata spesso in versioni semplificate a cura di divulgatori come Maurizio Pallante e Claudio Messora. In sostanza il pensiero sostiene che: produrre e lavorare di meno non è qualcosa di negativo, ma un modo necessario per condurre una vita più sana e sostenibile. In quest’ottica ad essere preso di mira è proprio il Pil, come indicatore di benessere. Al bando la ricchezza quindi. Grillo dalla sua ci ha provato in vari modi a divulgare la dottrina. L’ha fatto anche citando – non una volta sola – il celebre discorso di Bob Kennedy. Che nel lontano 1968, bandiva proprio il Pil come indice di prosperità, arrivando ad affermare che esso misura “tutto tranne ciò che rende una vita degna di essere vissuta”.