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Twitter e Musk, le tappe di una telenovela che rischia di costare cara a tutti

In Economia
10 Luglio 2022

Le tappe del mancato acquisto di Twitter da Musk

Le voci insistenti delle ultime ore non si sono rivelate inconsistenti. Elon Musk ha gettato la maschera e ha fatto ufficialmente saltare l’accordo da 44 miliardi di dollari per prendere il controllo del social network. Lo ha fatto al termine di tre mesi colmi di colpi di teatro e uscite eccentriche come nel suo stile. Ma la telenovela Musk-Twitter non finisce qui e si arricchirà di nuove puntate, questa volta giudiziarie. In risposta alla notizia che Musk aveva ufficialmente comunicato alla Sec (la Consob americana) la rinuncia a portare a termine l’accordo, il presidente del cda di Twitter, Bret Taylor, ha annunciato la battaglia legale: «Il board si impegna a completare la transazione al prezzo e ai termini concordati con il signor Musk e prevede di intraprendere un’azione legale per far rispettare l’accordo di fusione». Taylor si è anche detto «fiducioso» che a prevalere nel processo che si terrà in Delaware sarà il cda.

Il problema degli account fake di Twitter

Musk ha ricusato l’affare sostenendo che Twitter ha violato «molteplici elementi contenuti nell’accordo» e ha reso numerose «dichiarazioni false e ingannevoli». L’oggetto del contendere ufficiale, com’è noto da tempo, è la quantità di account spam e fake presenti sulla piattaforma. Secondo Twitter sarebbero meno del 5% degli account attivi, mentre Musk e il suo team sospettano che siano molti di più. Nella lettera scritta dagli avvocati di Musk sono stati citati anche i recenti licenziamenti e il blocco delle assunzioni dei dipendenti di Twitter tra le motivazioni che hanno fatto saltare l’accordo.

Entrambe le parti hanno a disposizione una “via di fuga” pagando un miliardo di dollari nel caso in cui non venga completato l’accordo, ma l’uomo più ricco del mondo non può attivarla senza che si siano presentate determinate condizioni, come problemi finanziari nel corso dell’acquisizione o impedimenti da parte degli enti regolatori. Per questo ora si prospetta una vera battaglia legale. Il team che supporterà il ceo di Tesla dovrà provare è che Twitter abbia violato la parte dell’accordo di «conservare sostanzialmente intatte le componenti materiali della sua organizzazione aziendale». Secondo diversi esperti legali, spiega Reuters, è molto difficile che un numero sbagliato di account fake e spam sia sufficiente per far propondere la corte in favore di Musk.

Uno sconto per Musk

Non è detto allora che quella di Musk non si riveli essere soltanto l’ennesima mossa strategica per arrivare a una revisione al ribasso dell’accordo economico. Ottenere uno sconto, infatti, è stato indicato per settimane come il vero obiettivo del miliardario. La valutazione fissata nell’accordo (54,20 dollari per azione) è decisamente superiore al valore reale di Twitter, ormai costantemente sotto i 40 dollari da quasi due mesi.

Il rischio di una lunga causa

Una causa lunga (e sicuramente spettacolare vedendo il miliardario coinvolto) rischia di costare molto mediaticamente ed economicamente a una società quotata come Twitter. Per questo è possibile che con il passare delle settimane diventi nell’interesse anche del social network e dei suoi investitori rivedere l’accordo al ribasso pur di evitare scossoni e portare a termine la transazione.

I precedenti, in casi simili a quello Musk-Twitter, spingono in questa direzione. Per fare qualche esempio. Lmhv ha ottenuto uno sconto di 425 milioni di dollari dopo aver minacciato di fare saltare un accordo da 15,8 miliardi. Una sforbiciata più importante l’ha avuta anche Simon Property Group, il più grande operatore di centri commerciali degli Stati Uniti. Il gruppo è riuscito a ridurre del 18% il prezzo per l’ingresso nella rivale Taubman Centers, arrivando a un deal da 2,65 miliardi di dollari. Altre hanno lasciato l’acquirente cambiare idea, in cambio di una compensazione finanziaria. Per scoprire come andrà a finire la telenovela tra Musk e Twitter è ancora presto.