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EnergiaIn evidenza Lun 26 febbraio 2024

Poste, A2A e Iren in guerra per i clienti dell'energia

Le due multiutility hanno chiamato in causa l'Antitrust che ha aperto un'indagine. Oggetto della disputa i contatti dei clienti di PostePay Poste, A2A e Iren in guerra per i clienti dell'energia
Fiorina Capozzi
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Fiorina Capozzi

Giornalista di economia e finanza con esperienza internazionale e autrice di "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015) e "Telecommedia a banda larga" (2020). Riconosciuta da Reporters without borders per il suo lavoro sui media europei.

Poste Energia spariglia le carte sul mercato. Così A2A e Iren pensano bene di ricorre all’Antitrust perchè temono un’aggressiva campagna marketing sui clienti grazie ai contatti di PostePay. Con l’Autortà che decide di aprire un’indagine per accertare se Poste Italiane disponga di una posizione di vantaggio in virtù del proprio ruolo di
fornitore esclusivo del servizio universale postale. La questione non è da poco perchè se così fosse scatterebbe un vantaggio competitivo importante a vantaggio della società guidata da Matteo Del Fante

Con la fine del mercato tutelato è scattata la corsa al cliente

Le diverse società sul mercato sono diventate più aggressive con l’obiettivo di accaparrarsi nuovi clienti. Il marketing èla chiave di volta per conquistare quote di mercato. Così i contatti di Poste sono possono trasforemarsi in oro. Di qui la proptesta di A2A e Iren che vorrebbero poter aver accesso allo stesso indirizzario. Il tutto proprio mentre gli utenti cercano di barcamenarsi in una moltitudine di nuove offerte non sempre facilmente comparabili, esattamente come in passato è acccaduto nel settore delle telecomunicazioni.

“Le condotte di Poste Italiane si inseriscono in un contesto singolare, caratterizzato dalla fine dei regimi tutelati nella fornitura di energia elettrica e gas naturale, che ha favorito l’entrata di numerosi nuovi operatori e che la recente parziale proroga della maggior tutela nelle forniture di energia elettrica a tutto giugno 2024 ha ulteriormente ampliato il periodo temporale in cui gli utenti domestici avranno la possibilità di scegliere il fornitore sul mercato libero” precisa il documento dell’Antitrust.

Le ragioni di A2A e Iren

“In tale periodo di transizione gli operatori attivi abbiano forti incentivi ad attrarre nuovi clienti provenienti dal regime tutelato, aumentando così la pressione concorrenziale in questi mercati, e che in questo contesto un vantaggio competitivo esclusivo e difficilmente replicabile come quello su cui può contare PostePay appaia idoneo ad alterare illegittimamente e irrimediabilmente le dinamiche concorrenziali, in quanto PostePay sarebbe in grado di attrarre nuovi clienti contattando i numerosi utenti che ogni giorno utilizzano i servizi postali e finanziari del gruppo Poste Italiane” si legge nel documento. Di qui la decisione di avviare un’istruttoria nei confronti di Poste Italiane. 

Poste va avanti per la sua strada

Al di là del piccolissimo segmento Energia, le cose vanno a gonfie vele come probabilmente confermerà Del Fante nella conference call con gli analisti in programma giovedì 29 febbraio. Intanto la Corte dei Conti non ha effettuato rilievi sul bilancio di Poste evideziando che l’esercizio 2022 si è chiuso con un utile netto da 847 ilioni, in crescita del 6,3% sui 797 milioni del 2021, anno in cui risultava più che raddoppiato rispetto al 2020. La Sezione controllo enti ha rilevato anche un aumento del 3,7% dei ricavi totali (10.053 milioni di euro, contro i 9.691 del 2021) e una crescita del 2% di quelli da mercato (2.796 milioni) legati all’erogazione dei servizi postali.

“La dinamica dei ricavi e dei costi – ha evidenziato la Corte – ha portato a un risultato operativo e di intermediazione di 1.076 milioni di euro, a fronte degli 884 riferiti al 2021. È in flessione del 4% l’utile d’esercizio a livello di gruppo (1.511 milioni, contro i 1580 del 2021), così come i proventi della Strategic Business Unit Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione (-1,2%). Salgono, invece, a quota 9.598 milioni di euro (+2,4%) i costi sostenuti nel 2022”. 

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