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Crisi energetica, con i razionamenti pasti fredde e docce a mezzanotte

In Famiglie
24 Settembre 2022

Cosa succederà con la crisi energetica

L’ultimo episodio di razionamento energetico in Italia è della crisi del 1973 e guardandoci indietro emerge chiaramente quanta fatica farebbe l’Italiano moderno ad adattarsi alle condizioni di razionamento di quegli anni. L’Osservatorio sull’energia uBroker ha stilato la “Classifica degli 11 disagi da razionamento”, in ordine crescente di probabilità. Per primo, sicuramente ad avere più difficoltà saranno i disabili e gli anziani, che senza le scale mobili saranno maggiormente limitati nelle loro possibilità di movimento. Per tutti gli altri un po’ di attività fisica sulle scale non sarà di certo tragica; più problematiche saranno invece le conseguenze della riduzione dell’illuminazione pubblica, che se mal gestita e portata all’estremo potrebbe causare significativi aumenti in: incidenti stradali, con vittime e feriti; criminalità, in particolare abusi e rapine, con un costo sociale potenzialmente molto elevato. Arrivando poi al disagio più significativo, quello domestico, che costringerà gli italiani, specialmente al sud e nelle periferie, ad una serie di cose.

Come reagiranno gli italiani

Tra queste, il limitare il numero di docce calde e gli orari in cui è possibile farle; cucinare in orari scomodi; preferire pasti freddi anche durante l’inverno; coprirsi di più durante le ore serali e di notte. Quasi certamente ospedali e supermercati rimarranno pienamente accessibili e funzionanti, in quanto chiaramente prioritari. Meno chiare saranno le conseguenze ed eccezioni dei razionamenti nelle attività di intrattenimento come ristoranti e cinema, ma se anche loro fossero limitate nei consumi durante le ore serali o diurne, vedremmo una grande quantità di imprese patirne le conseguenze e in alcuni casi fallire, con notevoli impatti negativi: sull’economia in generale; sulle possibilità di svago per i cittadini italiani. Nel caso più estremo però, gli italiani dovranno: ricorrere a mezzi di illuminazione alternativi nelle giornate più buie, o convivere con una scarsa illuminazione domestica durante il giorno; munirsi di batterie per alimentare computer e altri elettrodomestici essenziali come il frigorifero e i computer per gli smart worker.

In Italia, prima del razionamento vero e proprio, sono previste tre fasi: Preallarme, che ha avuto inizio prima della fine del 2021 con le crescenti tensioni con la Russia; Allarme, iniziata dopo lo scoppio della guerra e in continua evoluzione ancora oggi; Emergenza, ancora non avviata ma da alcuni attesa per l’inverno 2022, per altri all’inizio del 2023. Ciascuna di queste fasi ha diverse misure di contenimento della crisi. Se quindi dopo gli innumerevoli tentativi di gestione le previsioni dovessero mostrare ancora un trend verso il default energetico, per scongiurare disordini sociali e problemi ben più gravi ai cittadini, il governo avvierà la fase di emergenza che contemplerà il razionamento energetico.

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