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La spesa ci costa 9 miliardi in più e i rincari non si fermeranno

In Famiglie
29 Luglio 2022

L’allarme sull’aumento dei prezzi della spesa

Stangata da 9 miliardi per la spesa delle famiglie in beni alimentari nel 2022. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat sui consumi degli italiani e dell’andamento dell’inflazione nei primi sei mesi dell’anno, diffusa in occasione dell’Assemblea generale. Tutta colpa dell’aumento dei prezzi scatenato dalla guerra in Ucraina. Con l’effetto dell’inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli.

La classifica dei rincari

Secondo quanto riferisce Coldiretti, in cima alla lista dei prodotti che hanno subito i maggiori rincari nei prezzi c’è «la verdura che quest’anno costerà complessivamente alle famiglie 1,97 miliardi in più, e precede sul podio pane, pasta e riso, con un aggravio di 1,65 miliardi, e carne e salumi, per i quali si stima una spesa superiore di 1,54 miliardi rispetto al 2021». Al quarto posto la frutta, con 920 milioni, precede latte, formaggi e uova (780 milioni), pesce (770 milioni) e olio, burro e grassi (590 milioni) che è però la categoria che nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato il maggior aumento nei prezzi.

Secondo lo studio inoltre gli aumenti nei prezzi non hanno risparmiato, sia pure in maniera più lieve, le categorie acque minerali, bevande analcoliche e succhi, zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci, caffè, tè e cacao, e sale, condimenti e alimenti per bambini.

In fila per il cibo

Secondo Confagricoltori, si è inoltre ampliata l’area dell’indigenza alimentare. Sulla base dei dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead ) c’è una situazione dovuta all’aumento dell’inflazione. In particolare, l’indigenza alimentare che ha raggiunto in Italia la punta di 2,6 milioni di persone costrette a chiedere aiuto per mangiare. Per l’associazione si tratta di numeri «in aumento nel 2022 a causa della crisi scatenata dalla guerra in Ucraina con l’aumento dell’inflazione, dei prezzi alimentari e i rincari delle bollette energetiche».

Allarme sicurezza

«In un momento delicato per il Paese, tra guerra, siccità e incertezza politica, l’Italia non può accettare passi indietro sulla sicurezza alimentare che mettono a rischio la salute dei consumatori ma anche la competitività del made in Italy – ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – occorre assicurare che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute».

In particolare, secondo Prandini, è necessario «fermare ogni tentativo di banalizzazione ed omologazione del modello agricolo italiano ed europeo, dicendo no ai finanziamenti alla produzione di carne in laboratorio o all’introduzione di etichette a semaforo quali il nutriscore». La questione dell’etichetta a semaforo che sintetizza i dettagli nutrizionali per il consumatore non piace affatto alla Coldiretti che è convinta possa penalizzare i prodotti alimentari italiani. Sistema ideato dai francesi, nutriscore potrebbe procurare un danno importante alla produzione alimentare italiana che chiede tutela al futuro governo.

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Giornalista di economia e finanza. Ha lavorato per i principali editori italiani fra Milano, Roma e Parigi. È autrice del libro "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015), recensito in Italia e all'estero e attualmente unico libro in inglese sul miliardario bretone, e "Telecommedia a banda larga, cronaca breve della disconnessione politica italiana" (2020). Unico giornalista italiano citato da Reporters without borders nel rapporto sugli Oligarchi alla conquista dei media del Vecchio continente.