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ApprofondimentiFuturismi Lun 18 luglio 2022

E adesso per le aziende italiane arriva il metaverso on demand

Il 30 per cento del campione vorrebbe sperimentare un’esperienza immersiva, per esempio nel metaverso. Opportunità per le aziende italiane. Visori Metaverso Visori per entrare nel Metaverso

Il metaverso in Italia

Di dati e sproloqui sulle potenzialità del metaverso se ne trovano ovunque. Giusto per citarne un paio, dando una qualche misura: secondo McKinsey, a livello globale, l’intero fenomeno potrebbe arrivare a valere fino a 5 mila miliardi di dollari entro il 2030. Il sottinteso? Sarà talmente enorme, così gigantesco, che è ormai impossibile ignorarlo, fingere che siano chiacchiere di sottofondo. E infatti, da una ricerca appena presentata da EY e condotta su 2.500 famiglie italiane per analizzarne l’atteggiamento nei confronti della tecnologia, è emerso che il 30 per cento del campione vorrebbe sperimentare un’esperienza immersiva, per esempio nel metaverso. Ecco: non solo i nostri connazionali ne hanno sentito parlare, ma avrebbero piacere di provarlo. Ci farebbero volentieri un giro dentro,

Le opportunità del metaverso per le aziende

Ribaltando la prospettiva, è evidente come si apra una frontiera inedita per le aziende, che da sempre bramano orizzonti per intercettare il pubblico. E, nell’altrove digitale e interattivo, in questo abbozzo di futuro, vogliono per prima cosa orientarsi. Trovare una bussola e una direzione: «Nel nostro panorama industriale, non tutte le organizzazioni hanno le competenze necessarie a sviluppare soluzioni di questo tipo in casa e devono rivolgersi a partner in grado di supportarli per questa necessità», conferma Antonio Squeo, Chief innovation officer di Hevolus Innovation.

La società pugliese è tra le prime in Italia a essersi specializzata proprio in questo: nel costruire luoghi che sposino dinamiche d’interazione tradizionali e intangibili, il famoso phygital. Aggiungendoci la possibilità di tuffarsi in estensioni di bit della vita quotidiana.

Come partner internazionale di Microsoft per la realtà mista, tra le prime a usare la piattaforma Qualcomm Snapdragon Spaces per edificare ambienti abitabili in 3D, Hevolus Innovation si candida dunque a risolvere un problema inedito, una necessità molto contemporanea e in espansione: «Siamo in grado di offrire ai nostri clienti metaversi enterprise, per far vivere ai loro utenti esperienze immersive del tutto nuove fruibili anche via web e quindi accessibili a tutti». Niente caschi, visori, altri orpelli: per chiunque lo desideri, si spalanca l’opportunità di un immediato giro di prova. Detto senza troppi giri di parole: se un’impresa non ha l’expertise per avventurarsi in questa prateria di opportunità e complessità, può chiedere aiuto all’esterno. Meglio ancora, facendosi confezionare un progetto su misura. A tale scopo, Hevolus Innovation ha sviluppato una sua piattaforma, Hverse, che supporta una traduzione in 27 lingue per rendere il metaverso davvero globale e funzionale su ogni tipo di dispositivo, sia fisso che mobile.

Ci sono già alcuni casi concreti. Squeo prende a parametro quello della multinazionale Würth Italia, che ha un vasto catalogo di articoli per artigiani, professionisti, aziende: «Abbiamo realizzato un metaverso da integrare nel portale di e-commerce, per trasformare la customer experience in modo semplice e sostenibile». Ovvero, nella pratica: «Consente al visitatore di vedere il prodotto nelle sue dimensioni reali, in 3D, esattamente nello spazio in cui si troverebbe durante una visita in showroom e questa esperienza offre un’idea estremamente accurata di come si adatterà allo spazio reale. Ma non si tratta solo di una vetrina virtuale e interattiva: è un’architettura immersiva composta da un ampio ingresso, una sala conferenze, sale riunioni private e padiglioni espositivi, a cui i visitatori possono accedere con il proprio avatar personale per incontrare rappresentanti dell’azienda, effettuare meeting, partecipare ad attività di formazione, interagire a distanza per la presentazione di prodotti e per la condivisione di progetti e impianti».

Resta da capire se il modello piace al pubblico. La risposta sembra affermativa: «Grazie alla nostra piattaforma», osserva Squeo, «Würth Italia ha incrementato il fatturato dell’e-shop, aumentato la fidelizzazione dei clienti, contribuito ad attrarre nuovi talenti». C’è già vita nel metaverso.

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