Borsa Milano guardinga dopo i dati sull'inflazione in Gran Bretagna
Menu

QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

Home/ Mercati/In evidenza
In evidenzaMercati Mer 21 giugno 2023

Borsa Milano guardinga. Tornano i timori sui tassi

Bene i titoli legati la petrolio, Saipem la migliore del Ftse Mib. Lo spread scende ancora e rivede la soglia dei 150 punti Borsa Milano guardinga. Tornano i timori sui tassi
Redazione Verità&Affari
di 
Redazione Verità&Affari

Apertura piatta per la Borsa di Milano

Non trova una direzione in apertura Piazza Affari, che nei primi scambi si muove intorno alla parità. Chiusura in calo per Wall Street nella seduta della vigilia, mentre dall’Asia arrivano indicazioni positive con Tokyo che chiude in lieve rialzo.

Bene petrolio e banche, spread rivede i 150 punti

Tra i titoli acquisti sui titoli legati al petrolio, con Saipem che svetta nel Ftse Mib seguita da Tenaris. Comprato anche il comparto dei bancari, con Unicredit e Bper in progresso di oltre l’1%. Vendite su Pirelli dopo gli annunci del gruppo sulla governance in vista dell’assemblea dei soci.

Spread ancora in calo, con il differenziale con il Bund tedesco che rivede la soglia psicologica dei 150 punti

Buzzi esce dall’Ucraina

Buzzi ha raggiunto un accordo per la cessione delle sue attività in Ucraina e del ramo di calcestruzzo confezionato in Slovacchia orientale per 100 milioni di euro. Il completamento della transazione è previsto nel 2024.

Inflazione

In Gran Bretagna, i prezzi al consumo sono saliti in maggio dello 0,7% mese su mese, in frenata dal +1,2% di aprile, ma sopra le attese del consensus, +0,5%.

Oggi pomeriggio a Berlino, dovrebbero parlare di inflazione e politica monetaria, Isabal Schnabel, membro tedesco del consiglio esecutivo della BCE, Joachim Nagel, il governatore della BCE
La Bce potrebbe continuare ad aumentare i tassi di interesse a settembre alla luce di un’inflazione più resistente del previsto e un eventuale aumento del costo del denaro oltre l’estate non sarebbe sorprendente. Lo ha detto ieri il governatore della banca centrale lituana Gediminas Simkus. “Dobbiamo seguire una politica monetaria molto credibile per assicurarci di adempiere al nostro mandato, il nostro obiettivo di inflazione del 2% – ha affermato Simkus intervenendo a un evento organizzato da Mni Market News.

“E’ ancora presto per cantare vittoria” nella battaglia contro l’inflazione, si legge nel Chart of the Week curato dall’Economic Team di Payden & Rygel. Nel documento, viene citato un report della Fed di Atlanta dedicato agli indicatori dell’inflazione sotto traccia, quelli che sanno distinguere i falsi segnali del rumore di fondo dalla tendenza di fondo. I ricercatori ne hanno individuato otto, di questi, solo uno è oggi più basso di un anno fa, tutti sono ben lontani dall’obiettivo del 2%.

CINA: LA RIPRESA ECONOMICA E’ FINITA CONTRO UN MURO

 Nel dopo Covid, nonostante le riaperture, l’economia cinese non e’ tornata a crescere come ci si aspettava, ma dalla primavera scorsa ristagna, dopo una breve, illusoria ripresa. L’export si e’ ridotto a causa della debole domanda estera, attivita’ edilizia e’ ferma e un giovane si cinque e’ disoccupato. Normalmente in questi casi la Cina fa leva sugli investimenti infrastrutturali, costruisce strade, ponti, dighe, ferrovie, ma stavolta Pechino e’ preoccupata per i troppi debiti e gli investimenti zoppicano. Inoltre dopo essersi chiusa al mondo per tre anni, la Cina fatica a trovare la strada della ripresa: molte aziende straniere, che si rifornivano abitualmente in Cina, hanno spostato le loro catene di approvvigionamento altrove. E poi i cinesi non sono mai stati grandi consumatori, per cui solo poche categorie di spesa sono cresciute in modo significativo, come i viaggi e i ristoranti. A inizio settimana il leader cinese Xi Jinping ha incontrato il segretario di Stato Usa, Antony Blinken per abbassare le tensioni diplomatiche con Washington, ma non tutti gli scogli sono stati aggirati. La questione di Taiwan pesa e ostacola le relazioni tra le due superpotenze, anche se la ripresa del dialogo potrebbe aiutare a rallentare l’escalation sulle sanzioni

Condividi articolo