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Pensioni, l’Europa boccia pure Quota 102: spesa eccessiva

In Politica
27 Maggio 2022
Nel mirino della Ue anche gli altri altri programmi di prepensionamento a favore delle donne e dei lavoratori vulnerabili, prorogati ogni anno dal 2015.

La proposta per le pensioni

Da Bruxelles arriva la bocciatura di Quota 100 e Quota 102, in vista della definizione, entro i prossimi quattro mesi, della legge di bilancio. Frattanto i sindacati stanno intensificando il pressing per riaprire il confronto sulla mini riforma delle pensioni con il governo. «Sulle pensioni è stato fatto un lavoro al ministero con cui coniugare la flessibilità per andare in pensione anticipata ma all’interno del modello contributivo salvaguardando la sostenibilità finanziaria. L’agenda politica è stata poi occupata da eventi straordinari e drammatici come la guerra – ha spiegato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a margine del congresso della Cisl – Mi sembra però che ci sia tutta l’intenzione da parte del governo e del ministero di proporre soluzioni che vadano esattamente in quella direzione, ovvero di coniugare flessibilità e conti» «Analisi e conti sono stati fatti, i sindacati sono stati coinvolti – ha aggiunto – Ora il governo dovrebbe fare una sintesi».

Sta di fatto però che nel Country Report sull’Italia della Commissione Ue si afferma che in Italia «la spesa per le pensioni è destinata ad aumentare a causa degli sviluppi demografici» ed è «tra le più alte nell’Ue rispetto al Pil». Un esborso eccessivo che in Italia va a limitare le risorse disponibili per maggiori spese a favore della crescita. «Sebbene la riforma pensionistica del 2011 contribuisca a ridurre la spesa pensionistica nel lungo periodo, a breve e nel medio termine la spesa per le pensioni – evidenzia Bruxelles – dovrebbe ancora aumentare sostanzialmente» con ulteriori aumenti della spesa a medio termine dalle recenti misure adottate come “Quota 100” per il periodo 2019-2021, e “Quota 102” per il 2022.

Il monito della Commissione

Nel mirino della Ue anche gli altri altri programmi di prepensionamento a favore delle donne e dei lavoratori vulnerabili, prorogati ogni anno dal 2015. La Commissione ricorda infine anche che è stata sospesa fino al 2026 l’indicizzazione dei parametri rilevanti per la vita. I sindacati intanto promuovono “Quota 41”. La richiesta rilanciata dal congresso della Cisl è la maggiore flessibilità per le pensioni con – in linea con la proposta della Lega – la possibilità di uscire dopo 41 anni di contributi o dai 62 anni di età. «Stiamo lavorando insieme con tutte le forze sindacali per Quota 41 per superare e azzerare la legge Fornero entro il 31 dicembre – ha affermato il leader della Lega, Salvini.

«Siamo assolutamente in sintonia – ha aggiunto riferendosi al segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra – la necessità di tutelare lavoratori e pensionati è un impegno comune”. Favorevole a Quota 41 anche l’Ugl. «Il presidente Draghi ascolti le istanze dei lavoratori, convochi le parti sociali e riapra il tavolo di confronto sulla riforma delle pensioni interrotto a causa della guerra in Ucraina – ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. – Urge un intervento volto a scongiurare il ritorno in vigore della legge Fornero e la scadenza di misure come Quota 102, Opzione Donna e l’Ape Sociale.

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