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Cala l’inverno sulle criptovalute e adesso si taglia anche sui posti di lavoro

In Criptovalute
28 Luglio 2022

La crisi delle valute digitali

Perdita di ricchezza e posti lavoro creati e cancellati. Le oscillazioni delle criptovalute e i movimenti speculativi legati a questi strumenti estremamente instabili hanno conseguenze sull’intera economia. Anche se gli sconquassi del mercato delle criptovalute stanno portando gli investitori a comportamenti più attenti, riducendo la propensione al rischio.

Maggiore cautela

Dall’inizio del 2022 la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è crollata del 35% bruciando oltre 1.400 miliardi di dollari, con una perdita di oltre 4 mila posti di lavoro. Sono i numeri che emergono dal report sul Crypto Winter 2022, realizzato da InvestinGoal. Il cosiddetto «secondo crypto inverno» ha avuto due conseguenze fondamentali, spiega il report. In primo luogo, chi investiva nel mercato delle criptovalute ora è molto più cauto e rischia cifre più basse, vista l’incertezza. La seconda conseguenza, correlata alla prima, è che il pessimismo degli investitori si riversa anche sulle casse delle aziende che operano in questo settore, visti i volumi di negoziazione mediamente più bassi.

I tagli nelle piattaforme

Per questo, nei primi sei mesi dell’anno, 21 tra le principali società operanti nel mondo crypto hanno licenziato un totale di 4120 dipendenti. Tra le più note in Italia ci sono Coinbase (1.100 licenziamenti su 6.111 dipendenti); Crypto.com (260 licenziamenti su 5.200), Gemini (100 su 1.000), BitMex (75 su 300), e il noto market di Nft Opensea che ha licenziato 150 dipendenti su 750. eToro e Robinhood, due piattaforme che offrono non solo il trading di criptovalute, hanno anch’essi licenziato dei dipendenti (rispettivamente 100 e 340).

«Sebbene il mercato crypto abbia subito un forte colpo anche per cause di forza maggiore come la pandemia o il conflitto ucraino, le dichiarazioni dei Ceo dei maggiori exchange mondiali lasciano pensare che forse questo grosso numero di licenziamenti era evitabile – sottolinea Filippo Ucchino, amministratore di InvestinGoal, che ha sviluppato e pubblicato il report -. Il mercato delle criptovalute, infatti, è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, e in diversi casi questo ha portato gli exchange e le aziende del settore a non badare troppo a spese gestendo male le risorse a propria disposizione. Il mercato crypto è stato quindi troppo fiducioso, e questa fase negativa transitoria porterà i progetti più solidi e virtuosi a riadattarsi e ripartire una volta terminato il periodo di crisi, ma porterà inevitabilmente anche alla chiusura di tutte quelle attività che non riusciranno a farlo».

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