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Digitale Lun 19 dicembre 2022

Musk ha un problema con la libertà di parola e dovrà lasciare Twitter

Musk ha deciso di rimettere la carica di amministratore delegato di Twitter al giudizio degli utenti di quella piattaforma. Elon Musk

Il sondaggio di Musk su Twitter

La sospensione di diversi giornalisti su Twitter ha fatto arricciare il naso all’alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, che ha sollecitato il proprietario e amministratore del social media, Elon Musk, a rispettare la libertà di parola degli utenti.

“La buona notizia è che i giornalisti verranno riammessi su #Twitter, ma resta la preoccupazione – ha scritto Turk sul proprio profilo Twitter, aggiungendo che il social media – ha la responsabilità di rispettare i diritti umani: Elon Musk dovrebbe impegnarsi ad assumere decisioni sulla base di politiche pubbliche che rispettino i diritti, inclusa la libertà di parola”.

Il caso dei giornalisti sospesi

Twitter ha sospeso la scorsa settimana i profili di diversi giornalisti di importanti testate statunitensi. I giornalisti sospesi dalla piattaforma sono Ryan Mac del quotidiano “New York Times”, Drew Harwell della “Washington Post”, Donie O’Sullivan dell’emittente televisiva “Cnn”, Micah Lee di “The Intercept”, Matt Binder di “Mashable”, i giornalisti indipendenti Aaron Rupar e Tony Webster, e il commentatore politico Keith Obermann.

Tutti avevano trattato negli ultimi giorni la sospensione del profilo “@Elonjet”, curato dal 19enne della Florida Jack Sweeney, che riportava in tempo reale gli spostamenti del proprietario di Twitter, Elon Musk.

Musk, che ha recente acquistato Twitter professandosi “assolutista della libertà di parola”, aveva giustificato la sospensione del profilo di Sweeney definendola una questione relativa alla privacy e alla sicurezza personale: “Qualsiasi account che pubblica informazioni personali in merito alla posizione in tempo reale di un individuo verrà sospeso, dal momento che si tratta di una violazione della sicurezza fisica”, aveva affermato Musk.

In una nota, la “Cnn” ha definito la sospensione del suo giornalista “impulsiva e ingiustificata”, sostenendo che sotto la guida di Musk Twitter sia divenuta una piattaforma “instabile e volatile”. Musk ha replicato in prima persona proprio su Twitter: “Criticarmi tutto il giorno va benissimo, ma sottoporre a doxxing la mia posizione in tempo reale e mettere a rischio la mia famiglia non lo è”.

Musk ha anche allegato il breve video di un incidente verificatosi a suo dire il 14 dicembre, quando un soggetto a volto coperto avrebbe inseguito, bloccato e ripreso l’auto su cui viaggiava il figlio di due anni di Musk a Los Angeles, dileguandosi poi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Il sondaggio di Musk

L’imprenditore miliardario ha deciso, però, di rimettere la carica di amministratore delegato della società al giudizio degli utenti di quella piattaforma. Musk ha aperto ieri un sondaggio sul suo profilo Twitter ufficiale, chiedendo: “Dovrei dimettermi dalla guida di Twutter? Mi atterrò ai risultati di questo sondaggio”.

Risultato? Musk ha perso il sondaggio. Su 17,5 milioni di voti espressi il 57,5% dei partecipanti gli ha suggerito di abbandonare la guida di Twitter. Un’indicazione che Musk si è impegnato a rispettare nel momento stesso in cui ha lanciato la consultazione. L’inattesa iniziativa del fondatore di Tesla e SpaceX è l’ultimo colpo di scena di quella che ormai da mesi è una saga mediatica e politica, scandita nelle ultime settimane dalla pubblicazione di documenti riservati da cui è emersa l’influenza esercitata su Twitter dalla politica e da agenzie federali come il Federal Bureau of Investigation (Fbi), e dalle aspre contestazioni del fronte progressista statunitense per il crollo percepito delle misure contro la disinformazione e l’estremismo su quel social media, che riveste un ruolo cruciale nel discorso pubblico Usa.

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