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Digitale Lun 19 dicembre 2022

La Commissione Ue gela Meta: «Ha violato le norme antitrust»

Secondo la Commissione Ue, la piattaforma Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, avrebbe violato le norme antitrust dell'Ue.

La Commissione Ue su Meta e le norme antitrust

Secondo la Commissione Ue, la piattaforma Meta, proprietaria di Facebook e Instagram, avrebbe violato le norme antitrust dell’Ue. Il parere preliminare, secondo cui l’azienda statunitense avrebbe distorto la concorrenza dei mercati online, è stato già notificato a Meta. Nella sua valutazione, la Commissione Ue ritiene che Meta sia dominante nel mercato dei social network personali, che si estende a tutta Europa, così come nei mercati nazionali della pubblicità dedicata a “display online” sui social media.

L’azienda statunitense avrebbe abusato della sua posizione dominante sul mercato, legando il suo servizio di annunci online Facebook Marketplace con il suo social network personale Facebook. In questo modo, gli utenti di Facebook avrebbero automaticamente accesso a Facebook Marketplace, che lo vogliano o meno. La Commissione teme che i concorrenti commerciali possano essere preclusi dal servizio, poiché il vincolo conferisce a Facebook Marketplace un sostanziale vantaggio di distribuzione, di cui i concorrenti non possono usufruire.

In secondo luogo, l’azienda di Mark Zuckerberg imporrebbe unilateralmente condizioni commerciali sleali ai servizi di annunci online concorrenti che pubblicizzano su Facebook o Instagram. Nel parere comunicato, l’esecutivo Ue teme che i termini e le condizioni che autorizzano Meta a utilizzare i dati relativi agli annunci dei concorrenti a vantaggio di Facebook Marketplace, siano ingiustificati, sproporzionati e non necessari per la fornitura di servizi di pubblicità online sulle piattaforme di Meta.

Tali condizioni imporrebbero un onere ai concorrenti a vantaggio solo Facebook Marketplace. Se confermate, queste pratiche violerebbero l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue), che vieta l’abuso di posizione dominante sul mercato. L’invio di una comunicazione degli addebiti non pregiudica l’esito dell’indagine.

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