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La Bce ci ripensa e potrebbe rallentare sull’aumento dei tassi

In Economia
17 Novembre 2022

Il ritmo dell’aumento dei tassi della Bce

La Banca centrale europea (Bce) potrebbe rallentare il ritmo dell’aumento dei tassi di interesse, avviato per contrastare la corsa dell’inflazione nell’Eurozona. Alla riunione che terrà il 15 dicembre, il Consiglio direttivo dell’Eurotower potrebbe decidere un rialzo di 50 punti base dopo i due dello 0,75 per cento. È quanto affermano fonti informate sui fatti, come riferisce il quotidiano “Handelsblatt”. In particolare, le discussioni iniziali al vertice della Bce indicano che “attualmente manca lo slancio” per un ulteriore aumento del tasso di interesse di 75 punti base.

Se si esclude un altro aumento incremento dell’inflazione, l’autorità monetaria europea potrebbe “benissimo” concordare un rialzo inferiore. Le ragioni addotte includono “i crescenti rischi di recessione, la possibilità che la pressione al rialzo sui prezzi al consumo si allenti e la prospettiva che anche un aumento del tasso sui depositi di appena mezzo punto percentuale” avvicini l’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio periodo. La Bce ha rifiutato di commentare queste indiscrezioni. Intanto, il governatore della Banca nazionale austriaca (Onb) Robert Holzmann, considerato un falco in politica monetaria, ha esortato alla prudenza per quanto riguarda i futuri aumenti dei tassi della Bce.

Secondo Holzmann, devono essere evitati movimenti eccessivi degli indicatori che potrebbero portare a una recessione. A loro volta, Estonia e Lettonia, i Paesi dell’area dell’euro con la più alta inflazione, hanno indicato 50 e 75 punti base come possibili opzioni per l’aumento dei tassi di interesse, ma senza esprimere una preferenza. Il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, ha infine lasciato intendere che il rialzo potrebbe essere di 50 punti base.

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