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Non solo per comprarla: gli italiani ora si indebitano anche per arredare la casa

In Approfondimenti, Immobiliare
6 Giugno 2022
In forte crescita i prestiti per acquistare mobili: hanno superato il livello pre-pandemia

L’analisi condotta per il Salone del Mobile

Sarà un’eredità dei lockdown, sarà la spinta dei vari bonus; fatto sta che cresce tra gli italiani la voglia non soltanto di acquistare ma anche di rendere più bella la propria abitazione. E i consumatori, nonostante la morsa dell’inflazione che schiaccia il budget famigliare, non rinunciano a fare acquisti per migliorare l’arredamento, anche indebitandosi. D’altra parte, in tempi di tagli delle spese rinnovare i mobili di casa può impegnare il portafoglio meno di una ristrutturazione completa con risultati che comunque portano una ventata di novità.

I presti legati all’arredamento

Una conferma arriva dall’analisi condotta da Facile.it e Prestiti.it, che alla vigilia del Salone del Mobile (in calendario a Milano da martedì al 12 giugno), che quest’anno celebra i suoi 60 anni, hanno analizzato lo stato di salute del settore dei prestiti legati all’arredamento, evidenziando come, nel primo trimestre del 2022, i finanziamenti legati a questa finalità non solo siano tornati ai livelli pre-Covid, ma abbiano segnato addirittura una crescita rispetto al periodo pre-pandemia (+5,5% rispetto al primo trimestre 2019). «Il ritorno ai numeri registrati nel periodo pre-pandemia è un dato positivo per il settore delle richieste di prestiti personali per la casa, segno di come gli italiani continuino ad investire nella propria abitazione, diventata negli ultimi due anni sempre più importante», spiega Aligi Scotti di Facile.it.

Considerando le domande di finanziamento raccolte nel corso dei primi tre mesi del 2022 per le quali è stata specificata la finalità, emerge che le richieste di prestiti personali per l’acquisto di arredamento rappresentano il 5,7% del totale con un importo medio di 8.416 euro, in aumento dell’1,5% rispetto a quanto era stato rilevato nel primo trimestre del 2019. Il piano di ammortamento, invece, è leggermente diminuito, passando da poco più di 60 rate nel 2019 a 59 (corrispondenti a quasi cinque anni) nel 2022. Chi ha chiesto un prestito personale per l’arredamento nel corso del primo trimestre 2022 aveva, in media, 40 anni (erano 42 nello stesso periodo del 2019). Interessante notare come il 42% delle richieste provenga da under 36, dato su cui hanno sicuramente influito le agevolazioni sui mutui dedicate ai giovani.

L’analisi di Compass

Intanto dall’Osservatorio Compass dedicato a casa e arredamento emergono altri trend: su tutti il peso sempre più determinante dei canali digitali, soprattutto tra le nuove generazioni, per acquistare complementi d’arredo. La ricerca della società di credito al consumo del gruppo Mediobanca ha approfondito i comportamenti degli italiani legati all’acquisto di oggetti di arredamento, facendo emergere una crescente incidenza dello shopping online: oggi il 38% degli italiani (percentuale che sale al 49 tra gli under 30) acquista mobili in rete. Resta però la voglia di toccare i prodotti con mano, con un 15% che si informa attraverso il canale fisico acquistando successivamente online per via dei prezzi più competitivi (68%) e della maggiore disponibilità di prodotti e marchi (34%) e un 28% che effettua l’intero processo di acquisto presso il punto vendita. Tra i principali canali di informazione figurano i siti di arredamento e moda (42%) seguiti dai social network (34%), oggi però canale privilegiato di informazione per i più giovani che li scelgono per informarsi nel 46% dei casi.

Ma in tempi di aumento dei tassi bisogna fare attenzione a possibili rincari del costo dei finanziamenti per le famiglie. «L’inflazione nel 2022 ha già raggiunto il 6,9% e il previsto rialzo dei tassi d’interesse porterà all’aumento anche delle rate di mutui e prestiti», avverte la Confconsumatori. Nel suo ultimo report mensile l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) rivela che il tasso sui mutui (che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili) ha raggiunto ad aprile l’1,82% dall’1,66% di marzo.

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