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Lo strano aumento di capitale di Saipem, il ruolo del consorzio di banche

In Imprese
8 Giugno 2022
Le banche del consorzio decideranno solo alla fine se garantire. Prospetto in Consob

L’aumento di capitale da 2 miliardi di Saipem

Annullamento dell’aumento di capitale Saipem da due miliardi qualora le banche, una volta completato l’aumento stesso, decidano di non sottoscrivere l’inoptato. È la proposta presentata dal consorzio di garanzia e dall’advisor Rothschild e attualmente al vaglio della Consob, che sta esaminando il prospetto del gruppo italiano. Con il risultato che quello di Saipem, impegnata in un complesso percorso di risanamento e ristrutturazione dopo una perdita superiore ai due miliardi nel 2021, potrebbe essere il primo aumento di capitale a scomparsa: se va bene si fa, altrimenti abbiamo scherzato e va tutto a monte. Con l’aggravante che Saipem opera in un settore strategico come quello del petrolio e gas e che ha tra i suoi azionisti principali Eni e Cdp, ovvero due soggetti controllati dal Mef, che complessivamente hanno il 43% del capitale.

La proposta presentata

La proposta è quella presentata nei giorni scorsi a Montetitoli e a un gruppo di intermediari dalla stessa Rothschild della quale questo giornale aveva già parlato domenica 29 maggio. In particolare, nei giorni scorsi avevamo parlato della richiesta di eseguire l’aumento in modalità «non rolling» anche se dovesse essere iperdiluitivo e della facoltà delle banche del consorzio di decidere se garantire l’inoptato solo al termine dell’aumento e non, come di prassi, prima dell’avvio dell’aumento stesso. Una serie di documenti visionati da questo giornale e relativi alla medesima operazione approfondiscono meglio la proposta stessa e soprattutto chiariscono che, nel caso che le banche del consorzio – Bnp Paribas, Citigroup, Hsbc, Intesa Sanpaolo Imi e Unicredit – decidano di non far scattare la garanzia sull’inoptato, lo schema proposto prevede che «Montetitoli non procederà ad alcun settlement e annullerà tutte le istruzioni di esercizio dei diritti sia del periodo di esercizio che dell’inoptato». Una sorta di clausola Mac – quella che consente di ritirarsi in caso di eventi straordinari – ma «rafforzata», con un maggiore margine discrezionale per le banche.

 

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