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Contraddizioni dello smartworking, Musk lo cancella, Vodafone mette tutti a casa. In Italia lo stop è per fine agosto

In Lavoro, Primo piano
3 Giugno 2022

La discussione sullo smartworking

Lo smartworking sta diventando la croce e la delizia dei dipendenti e delle imprese. Con scelte che possono rivelarsi talvolta contradditorie. In Italia come all’estero. Dopo mesi di lavoro agile, infatti, ci si trova davanti ad bivio quasi ovunque. Da noi si è scelto di prorogare, infatti, fino al 31 agosto la possibilità di lavorare da casa per i dipendenti del settore privato. È andata diversamente per quelli del pubblico impiego, ad eccezione per i lavoratori fragili.

In Spagna Vodafone ha spiazzato, invece, tutti stringendo un accordo con i rappresentanti dei lavoratori. I dipendenti dell’azienda telefonica potranno lavorare da remoto, per un totale di tre giorni alla settimana o per il 60 per cento della giornata lavorativa da qualsiasi luogo con l’obiettivo di favorire la flessibilità e l’equilibrio con la vita privata.

Di tutt’altro avviso il patron di Tesla Elon Musk che ha dichiarato come “il lavoro da remoto non è più accettabile” per i dipendenti della sua azienda, seguito poi dall’invito ad andarsene a chi non vuole adeguarsi al cambio di rotta. Una decisione che è, comunque, in controtendenza rispetto a quella presa da molte aziende statunitensi, a cui lo smartworking piace. Da aggiungere che Musk, dopo aver annunciato la fine del lavoro a distanza, ha detto che taglierà circa il 10% dei posti di lavoro.

In base ad un’indagine Reverse, società internazionale di headhunting e consulenza HR, il 75% degli occupati vorrebbe una gestione mista tra casa e ufficio. In Italia lo smartworking tocca tra i 5 e gli 8 milioni di lavoratori.